il quindici
Meryl Streep e Anne Hathaway in un fotogramma del film (immagine Ansa)
Questa è l’epoca dei sequel, dei prequel e degli spin-off, in cui le miniere della fantasia, perlomeno hollywoodiana, sembrano essere state svuotate. E sembra quindi non potesse mancare un ulteriore tuffo nel mondo di Miranda Priestly e Andy Sachs, le eroine de “Il diavolo veste Prada”, interpretate rispettivamente da Meryl Streep e Anne Hathaway, di nuovo insieme dopo vent’anni nel secondo capitolo della storia, “Il diavolo veste Prada 2”, firmato anche stavolta dal regista David Frankel. A fianco delle protagoniste due attori già presenti nel primo film, ovvero gli iconici Stanley Tucci ed Emily Blunt, e le new entry Kenneth Branagh e Lucy Liu. La trama ritrasporta lo spettatore all’interno di “Runway”, fittizia rivista newyorkese di moda, dove la redazione è costretta ad adattarsi all’odierno mondo digitalizzato, dai click facili e da un giornalismo qualitativamente più scarso. Di fronte a una crisi d’immagine, l’editore della rivista assume Andy Sachs, giornalista da poco licenziata a causa della crisi della stampa, per rimettere in piedi la baracca, costringendola ad avere a che fare ancora con la dispotica direttrice Miranda. Tra varie situazioni un po’ drammatiche e un po’ comiche, le due riusciranno però a risollevare il loro giornale. A livello di realizzazione e recitazione il film – un’ode d’amore al giornalismo serio e di buona fattura – si dimostra piacevole, e sono di pregio le scenografie e la fotografia, le quali danno un ottimo risalto dell’intrigante universo della moda e del life style. Diverso per la trama in sé, che non sostiene il confronto con la pellicola precedente, dando un punto a quel pensiero che dice che il primo capitolo di una saga è quasi sempre migliore. Lo stesso si può dire sulla costruzione dei personaggi, dai toni e dai modi più piatti, a cominciare da Miranda, meno piccata e maligna del solito. Segno che spremere troppo le storie passate, può portare spesso a nulla di così esaltante.
La recensione è stata pubblicata nel n.19 di "Quindici" del 7 maggio 2026