Casa

Helena Kamal si affaccia dalla finestra della sua casa affiancata da due attiviste (foto di Alberto Biondi)

 

Cinquanta agenti in assetto antisommossa e una trentina di manifestanti con materassi-scudo asserragliati davanti al numero 54 di via Nicolò dall’Arca. È la prima scena del sesto tentativo di sfratto esecutivo (l'ultimo tentativo il 27 gennaio) di Helena Kamal, la cinquantenne italiana di origini bengalesi il cui caso é diventato emblema della crisi abitativa in città. Helena, pur lavorando e avendo sempre pagato la sua quota dell'affitto, rischia di finire in mezzo a una strada. Per questo motivo in sua difesa si sono schierati centri sociali e sindacati. Erano le 6:40 quando quattro camionette della polizia, diverse volanti e un’ambulanza sono arrivate nel cuore della Bolognina. Alla vista delle forze dell’ordine il picchetto solidale si è subito stretto sollevando barriere, striscioni e cartelloni contro la crisi abitativa. Gli agenti si sono poi disposti lungo la strada per bloccarne l’accesso da entrambe i lati rimanendo comunque a distanza dal picchetto. All’interno del cordone è iniziata quindi un’aspra mediazione tra i portavoce di Labas e Adl Cobas e l’ufficiale giudiziario con alcuni agenti di Digos e polizia.   

Intorno alle 7:50 i collettivi hanno abbassato le barriere per consentire la visita di due medici del pronto intervento e il medico legale del tribunale per accertare le condizioni sanitarie della donna. Dopo una ventina di minuti la notizia: lo sfratto è stato rinviato al 10 febbraio. A far cambiare idea all’ufficiale giudiziario il “quadro sanitario complicato” accertato dai sanitari. Nei giorni scorsi Helena aveva effettuato accertamenti cardiologici in ospedale, ed ora è a casa in convalescenza. Soffre di cardiopatie, a detta dei volontari del Laboratorio di salute popolare, aggravate dalla situazione di forte stress provocata dai tentativi di sfratto.

«Oggi la solidarietà ha vinto contro un tentativo che ha lasciato fuori dal cordone della polizia i giornalisti e chiunque non si trovasse in via dall’Arca dall’alba. – dice Luca, portavoce di Adl Cobas – Bologna si sta muovendo e ribellando al governo Meloni, ed è questo che oggi ha portato al rinvio e non a uno sfratto violento. Siamo certi che da oggi al prossimo rinvio la città saprà dare una risposta a Helena. Stiamo valutando alcune soluzioni ma oggi abbiamo dimostrato che l’unità fa la forza. La trattativa è stata complicata ed Helena, visto il dispiegamento di forze, ha vissuto momenti di forte stress».  

Helena Kamal ha 50 anni, viene dal Bangladesh e da 19 anni abita in Italia. Lavora come addetta alle pulizie per una ditta che ha ottenuto l'appalto dal Comune, si occupa della Salaborsa. A causa del suo lavoro, con contratto a tempo indeterminato, e dello stipendio comunque troppo alto per accedere alle liste di collocamento nelle case popolari ma troppo basso per potersi permettere un affitto al prezzo del mercato attuale, la donna si trova in un limbo. Non riuscendo in nessun modo a mediare con la proprietà, che vorrebbe trasformare gli appartamenti in stanze ad affitto breve, da diversi mesi si è rivolta e affidata ad Adl Cobas, Labas e Laboratorio di salute popolare.

Intorno alle 9:30 i reparti della polizia sono saliti nelle camionette lasciando via dall’Arca. Alcuni agenti, guardando il picchetto in festa, hanno sorriso.