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Monastero di san Sisto (foto concessa dal Fai)
Se esistono ricorrenze in grado di unire arte, bellezza e paesaggio in Emilia-Romagna – quelle – sono le Giornate di Primavera del Fai, che quest’anno riempiono il calendario di appassionati e viaggiatori per il fine settimana del 21 e 22 marzo. Un itinerario alla scoperta dei luoghi che durante l’anno rimangono chiusi è sempre un buon modo per festeggiare l’arrivo della bella stagione, complice – quest’anno – pure il meteo favorevole.
In Emilia-Romagna sono in tutto 53 i siti da prendere in considerazione, tra chiese, palazzi storici e biblioteche; non mancano appuntamenti e laboratori per comprenderne tradizioni e costumi. A partire da Bologna, dove si può scoprire la Chiesa di Santa Maria Incoronata, il Complesso di San Giovanni in Monte e il Palazzo Dall’Armi Marescalchi, fino a Parma con il Conservatorio Arrigo Boito, il Palazzo dei Ministeri e il Palazzo Ducale del Giardino. Da Modena con la Biblioteca Estense Universitaria a Reggio Emilia; la patria del Parmigiano ospita l’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario, l’Hotel Posta e il Gran Salone Tirelli. A Piacenza imprescindibile una passeggiata fino al Monastero di San Sisto.
Se in Emilia le proposte sembrano affascinanti, in Romagna non sono da meno. Basti pensare a Forlì e al suo Monastero Corpus Domini, e a Cesena con la Chiesa di Santa Cristina. Nella bizantina Ravenna le tappe prevedono una fermata al Palazzo di Teodorico e ai mosaici dell’area palaziale, alla Basilica di san Giovanni e Paolo.
Senza contare che di siti storici ne abbondano anche nei comuni nei dintorni delle città più grandi; chi volesse organizzare una gita fuori porta può contare su un infinito numero di luoghi lontani dalle rotte del turismo mainstream.
Ma le Giornate del Fai sono anche tanto altro, nelle parole della Presidente del Fai Emilia-Romagna Carla Di Francesco. «Una formula vincente che sa unire l’impegno delle istituzioni, l’entusiasmo di migliaia di volontari, la voglia di mettersi in gioco degli apprendisti ciceroni e la disponibilità dei proprietari che aprono le porte delle proprie residenze». Molte delle visite quest’anno sono fruibili in lingua inglese, polacca, georgiana, russa e ucraina che – continua Di Francesco – in questo momento tanto difficile ricordano come la cultura sia comprensione e unione dei popoli.
Per maggiori informazioni: fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/