arte
Complesso di san Giovanni in Monte (foto concessa dal Fai)
La primavera non può scegliere momento migliore per arrivare ogni anno in concomitanza con le Giornate del Fai (21 e 22 marzo). Un’occasione per passare a Bologna un fine settimana all’insegna dell’arte e dell’architettura, passeggiando tra le chiese e palazzi storici, solitamente chiusi. Sono in tutto tre i gioielli visitabili in città; dalla Chiesa di Santa Maria Incoronata, in via san Giacomo, al Complesso di san Giovanni in Monte, nell’omonima piazza, fino al Palazzo Dall’Armi Marescalchi, in via IV Novembre.
È grazie alla guida appassionata dei volontari del Fai e alla disponibilità dei proprietari delle residenze che queste giornate si riconfermano ogni anno un successo. Oltretutto per alcuni siti sono previste anche visite in lingua inglese, polacca, georgiana, russa, araba e ucraina che – sottolinea la presidente Fai dell’Emilia-Romagna Carla Di Francesco – ricordano come la cultura sia comprensione e unione dei popoli.
Chi all’itinerario culturale volesse unire la bellezza del centro storico illuminato dal sole primaverile può incominciare proprio dalla Chiesa di Santa Maria Incoronata. L’edificio risalente al XV secolo era un oratorio dove una confraternita laica si riuniva per il suffragio dei defunti. Solo tra il XVII e il XVIII assume l’aspetto che oggi conserva. Al suo interno si possono scoprire affreschi e dipinti di Giuseppe Carlo Pedretti, pittore italiano del periodo tardo barocco. Non è necessario prenotarsi per l’esperienza che sarà guidata dalle parole degli studenti del liceo scientifico “Leonardo da Vinci” e dell’Itcs “Gaetano Salvemini”, e durerà in tutto 45 minuti.
Il tour prosegue nella piazza di san Giovanni in Monte, laddove si trova l’omonimo complesso, sede del Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà dell’università di Bologna. Le sue origini sono databili al V secolo sebbene le prime attestazioni scritte risalgano alla fine del X secolo; epicentro culturale già a quel tempo grazie ai canonici lateranensi, il Complesso di san Giovanni in Monte ospita anche la sede di studi teologici fino all’arrivo di Napoleone Bonaparte nel 1797 che lo trasforma in carcere. Nella seconda metà del Novecento viene restituito alla vita pubblica e universitaria. La visita di cinquanta minuti attraverso chiostri e portali sarà a cura degli studenti dei licei scientifici “A.B. Sabin”, “Augusto Righi”, e delle Scuole Manzoni.
Prima di riprendere la camminata culturale ci si può sedere in uno dei tanti caffè e bistrot che sorgono in piazza Santo Stefano. L’appetito si può soddisfare in un indirizzo storico della città, “Da Cesarina”, locale amato dai locali e dai turisti dove poter assaggiare la variante – meno celebre ma non meno gustosa, dei tortellini in brodo. I tortellini alla panna furono inventati dalla cuoca bolognese Cesarina Masi che insieme alla madre Artemisia gestiva una verace osteria in via degli Albari. Il ristorante, elegante e spazioso, deve parte della sua fortuna a una delle prime rivisitazione della tradizione.
Non si può concludere una gita alla scoperta della città senza passare da piazza Maggiore, che ospita la Basilica di san Petronio, capolavoro dell’arte gotica. Dopo aver scattato una foto all’edificio che affascinò perfino Giosuè Carducci, si può raggiungere il Palazzo Dall’Armi Marescalchi, in via IV Novembre, aperto solo durante la giornata di sabato 21 marzo.
Si tratta di una delle dimore nobiliari più antiche di Bologna; realizzata per volere della famiglia Dall’Armi nel XIII secolo, la residenza passa poi alla famiglia Marescalchi, grazie alla fortunata unione di Eleonora Dall’Armi con il senatore Vincenzo Marescalchi. Gli studenti della scuola superiore “Ettore Majorana” condurranno appassionati e curiosi nelle sontuose sale del Palazzo, tra cui la sala da pranzo e la cosiddetta “camera del caffè”, dove si trova un affresco del Trionfo di Bacco e Arianna. Le visite saranno fruibili anche in lingua georgiana e in lingua russa grazie al lavoro dei volontari del Fai.