Turismo
Conferenza stampa di presentazione delle Giornate Fai di Primavera (foto di Giulia Goffredi)
L’elegante rigore dell’Abbazia di Pomposa, che quest’anno festeggia il millenario dalla consacrazione, i mosaici dorati a Ravenna del cosiddetto “Palazzo di Teodorico”, sovrano dalla cui morte ricorrono mille e cinquecento anni, e gli scrigni nascosti a Bologna, dal Complesso di San Giovanni in Monte con il suo doppio chiostro al Palazzo Dall’Armi Marescalchi, dimora nobiliare oggi sede della Soprintendenza. Ecco un assaggio dei 53 siti visitabili, con un contributo libero, durante le Giornate Fai di Primavera, sabato 21 e domenica 22 marzo. La 34ma edizione dell’iniziativa è stata presentata stamattina nella sede della Regione in via Aldo Moro 52 dall’assessora regionale alla Cultura e al Paesaggio Gessica Allegni e dai rappresentanti Fai (la presidente Emilia-Romagna Carla di Francesco, la referente regionale Barbara Rossi e il capo Delegazione di Bologna Pietro Acri).
Un fine settimana per andare alla scoperta di alcuni dei luoghi più belli dell’Emilia-Romagna, tra gioielli nascosti e tesori famosi in tutto il mondo, in un connubio di arte, natura e cultura. E per conoscere storie, personaggi e tradizioni di una terra tutta da esplorare, con le sue botteghe artigiane, le antiche università e i laboratori di ceramiche.
«Questi sono eventi che fanno da collante tra le persone e il territorio – ha dichiarato l’assessora Allegni – perché permettono di scoprire delle chicche che solo in questi giorni aprono le porte alla comunità. Molto importante è il lavoro dei quattro gruppi di volontari Fai “ponte tra culture”, che dimostra attenzione verso il contesto internazionale e la volontà non solo di promuovere il nostro patrimonio storico-artistico, ma anche di farne uno strumento di comunicazione positiva tra le culture». Le visite di alcuni siti, infatti, potranno essere fatte in varie lingue: in inglese, in polacco, in georgiano, in russo, in arabo e in ucraino. Così da accogliere sempre più visitatori, che nell’ultimo anno sono stati più di 30mila. Un traguardo raggiunto grazie al crescente numero dei volontari, che sono oltre 7.500, e ai giovani apprendisti ciceroni – ben 17mila –, gli studenti delle scuole secondarie che per ogni edizione vengono formati dai docenti per diventare guide ad hoc.
Si parte da Bologna, con la Chiesa di Santa Maria Incoronata, il Complesso di San Giovanni in Monte e il Palazzo Dall’Armi Marescalchi, a cui si aggiunge, per i soli iscritti alla Fondazione, la cinquecentesca Villa Talon di Argelato, che riaprirà dopo dieci anni di restauri. Poi è la volta di Ferrara, con le visite in occasione del millenario dalla consacrazione dell’Abbazia di Pomposa, con tanto di salita in cima al campanile (solo in numero ridotto e su prenotazione). E con l’apertura del trecentesco Palazzo Paradiso, antica sede dell’università della città con la sua biblioteca ariostesca. E poi è la volta delle tradizioni romagnole, dalla stamperia di stoffe Pascucci a Gambettola (Forlì-Cesena) ai musei delle botteghe di ceramiche faentine. In provincia di Parma, la città natale di Giuseppe Verdi, Busseto, rende omaggio al maestro con un percorso in tre tappe sospeso tra il Barocco e le memorie verdiane, che include la Chiesa di Sant’Ignazio dove il compositore tenne il suo primo concerto pubblico. E si conclude a Ravenna, nel quartiere di Teodorico. Un’occasione per conoscere qualcosa in più sul sovrano ostrogoto, nell’anniversario della sua morte (il 30 agosto 526 d. C.), ammirando l’oro dei mosaici del palazzo a cui, secondo la tradizione, è legato il suo nome.
Maggiori informazioni sui 780 luoghi visitabili in tutta Italia sono disponibili sul sito https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/.