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Logo della Fnsi (foto Ansa)

I giornalisti italiani torneranno in sciopero domani 16 aprile - è la terza giornata - per il rinnovo del CCNL tra la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) e la Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg), scaduto dal 2016.

In un comunicato, il sindacato unitario dei giornalisti denuncia che «negli ultimi 10 anni l’inflazione ha eroso del 20% le retribuzioni», rendendo la professione meno attrattiva. «In alcune aree del Paese non si trovano più giornalisti da assumere - sottolinea la Fnsi -, come hanno dimostrato alcuni recenti stati di crisi». Il comunicato, inoltre, accusa gli editori di aver ignorato «la sentenza con cui nel 2016 il Consiglio di Stato aveva annullato la delibera del Die (il Dipartimento per l'informazione e l'editoria) sull’equo compenso». Sempre secondo la Fnsi, la Fieg si è rifiutata di regolamentare nel contratto l’uso dell’intelligenza artificiale e continua a mantenere riservati gli accordi con le grandi piattaforme digitali (Over the Top), «nascosti da patti di riservatezza che consentono agli editori di sfuggire alla legge che prevede ricadute economiche sulle redazioni».

La mobilitazione non riguarda solo i lavoratori dipendenti, ma anche autonomi e collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), «ancora in attesa dell’equo compenso».