IL QUINDICI
La squadra bolognese sul diamante del batti e corri (foto concessa dalla società)
Pronti, partenza, homerun. Il baseball, uno degli sport più amati di Bologna che in occasione delle finali al Gianni Falchi raccoglie migliaia di persone, si avvia verso una nuova stagione. Col sorriso ma anche con qualche rimpianto per la conclusione dell’ultimo campionato. «Fame di riscatto dopo la semifinale persa con San Marino? La fame i miei ragazzi ce l’hanno sempre. La differenza è che quest’anno l’ho pretesa». Fabio Betto, manager della Unipol Fortitudo Baseball, suona la carica in vista della nuova stagione di serie A: «È stato un inverno lungo e difficile. Il 2025 ha rappresentato per noi un periodo sfortunato, ma nonostante tutto siamo arrivati in semifinale. Poi non siamo riusciti ad andare oltre, ma non cerchiamo scuse: i nostri avversari sono stati più bravi. Ora conta provare a vincere ogni partita, affrontare il 2026 con voglia di rivalsa e migliorare i nostri risultati». Manca ancora un mese all’esordio ufficiale contro Crocetta, l’11 aprile, ma a Casteldebole le mazze e i guantoni già si scambiano palline a tutta velocità. Dal 20 gennaio il gruppo bolognese è tornato ad allenarsi al Campo Leoni: l’atmosfera è positiva, anche se la ferita dell’eliminazione contro i Titani di San Marino – poi diventati campioni – resta fresca e dolorosa. «È stato un anno di alti e bassi», a parlare è il presidente Gianluca Pani, che fatica ancora a capacitarsi di una serie di coincidenze spiacevoli. «Siamo partiti con un record di sconfitte che negli ultimi anni non avevamo mai avuto. Poi, con l’arrivo di Ernesto Liberatore a stagione in corso, siamo risaliti fino al terzo posto. La sua esperienza ha migliorato medie e statistiche dei lanciatori, il trend si era invertito, tutto sembrava girare nel verso giusto, finché...». E qui la voce si incrina: «È successo qualcosa che, onestamente, non ho mai visto succedere in un campionato di baseball. Nello stesso periodo, due interbase e un ricevitore si rompono la mano, con la conseguente necessità di un intervento chirurgico». Infortuni come questi, nel cuore di una stagione, diventano presto un ostacolo insormontabile per le ambizioni di una squadra. «Ci siamo presentati ai play-off con assenze pesanti – prosegue Pani – e, sebbene abbiamo disputato delle buone gare, abbiamo sempre fatto molta fatica. Affrontare due contendenti come San Marino e Parma in certe condizioni metterebbe in difficoltà chiunque».

Ernesto Liberatore, ricevitore bianco-blu
Ma se da una parte c’è una prima squadra la cui stagione si è chiusa con un velo di amarezza, dall’altra c’è una formazione under 18 capace di regalare una gioia che mancava da 30 anni: la vittoria del campionato italiano. «È un risultato che mi rende particolarmente orgoglioso, solo 5 anni fa siamo partiti con la ristrutturazione di tutto il nostro settore giovanile. Un progetto che avevo guidato personalmente quando sono entrato all’interno del consiglio della Fortitudo e dove inizialmente avevo soltanto una delega come responsabile – spiega il presidente Pani –. In breve tempo è partito il progetto FLab: una serie di attività volte alla crescita dei nostri giovani. L’idea è che la prima squadra possa attingere sempre di più dal proprio vivaio». Fabio Betto, a cui l’occhio per il talento non manca, starebbe pensando di portare tra i “grandi” alcuni dei migliori prospetti Fortitudo. «Pablo Suárez è già stato inserito. Filippo Brunelli e Alessandro Gamberini stanno lavorando con noi in pre-season, ma in generale non posso che parlare bene di tutta l’under 18. Sono tutti ragazzi che si danno un gran da fare, sono innamorati di questo sport, seguono assiduamente gli allenamenti e non ne hanno mai abbastanza», dice il coach.
Non tutti sanno che l’Under 18 si cimenta ogni anno in un doppio impegno giocando anche in serie B con il Longbridge 2000, che è una società satellite Fortitudo. Insomma, quella bolognese è sicuramente una realtà che punta con forza sui giovani, una scelta «non importante… essenziale» secondo Betto. «Avere in squadra sportivi che respirano sin da piccoli l’aria Fortitudo è una garanzia di dedizione, di attaccamento alla maglia e di valori trasmessi ai nuovi arrivati». Ma la rosa che verrà non è solo giovani di belle speranze, il mercato invernale ha visto anche l’arrivo di colpi da “instant team” come Federico Celli e Marc Civit. Gianluca Pani illustra la strategia dietro le operazioni fatte finora: «Abbiamo strutturato in modo molto equilibrato la rosa di quest’anno. Oltre agli innesti di Civit, Celli, Lambertini ci tengo a menzionare la conferma di Josè Bermudez, che ha disputato un ottimo campionato, e l’acquisto da non sottovalutare di un altro lanciatore come Marcial Laurencio che crediamo possa crescere tanto all’interno della nostra organizzazione». L’allenatore, Fabio Betto, si ritiene soddisfatto degli acquisti invernali: «Devo dire che il nostro direttore sportivo Daniele Frignani si è dato un bel da fare, e mi ha consegnato soluzioni che mi garantiranno un roster più lungo e versatile, un dettaglio che giocherà a nostro favore in caso di eventuali infortuni. Avere più scelte ci permetterà di spremere meno i nostri e dar loro il giusto riposo quando ne avranno bisogno. E poi, comunque, aggiungere nuovi elementi in un gruppo è sinonimo di aria fresca. L’arrivo di giocatori esterni porta sempre nuovi stimoli: l’asticella si alza, l’esperienza aumenta e la vivacità agonistica si accende», racconta il manager.

La festa dell'under 18 Fortitudo per la vittoria dello scudetto
Ma la ventata d’aria fresca non è soffiata solo in campo. Con l’inizio della stagione 2026 Fortitudo avrà anche un nuovo pitching coach: Gianluca Poli, che dopo un’esperienza di 7 anni ai Godo Knights, non vede l’ora di iniziare questa nuova sfida. «La Fortitudo è una società di grande prestigio, con una storia e un peso specifico ben riconosciuti, ed è per me un onore entrare a farne parte – dice sui canali ufficiali del team –. Sono consapevole delle responsabilità che comporta lavorare in un contesto di questo livello, ma è proprio questo che rende la sfida ancora più stimolante». Spiega Betto: «Era già un paio d’anni che chiedevo a Gianluca se fosse interessato a venire da noi. Dopo un lungo corteggiamento ha finalmente preso la “pallina” al balzo e con mia estrema felicità ha accettato l’incarico. Con Poli non interverremo sulle routine di lavoro differenziato dei singoli lanciatori, ma ci concentreremo molto sul lato strategico. Chiederemo ai nostri “pitchers” più aggressività, di sfidare con più cattiveria i battitori avversari». «A differenza di altre realtà, il nostro budget viene utilizzato per tutte le nostre squadre, comprese le giovanili; senza dimenticare i costi di mantenimento dei due impianti, il Campo Leoni di Casteldebole e il Gianni Falchi – afferma Pani –. In particolare, chi è venuto negli ultimi due anni al Falchi avrà sicuramente notato gli investimenti fatti per migliorare sia la parte di accoglienza del pubblico che la struttura dell’impianto stesso. Siamo in contatto costante con le istituzioni, con l’assessora allo sport, con gli addetti del Comune, per lavorare all’unisono alla gestione di uno stadio che già oggi è uno dei primi due in Italia, se non il migliore, per chi ci gioca. Finiti i lavori lato irrigazione, passeremo all’illuminazione. Così da rendere il nostro impianto tra i migliori in Serie A anche sotto questo aspetto». Due mesi all’inizio della stagione e il Gianni Falchi si veste al meglio per l’occasione. Il girone che aspetta i bolognesi è a dir poco competitivo: Parma, BBC Grosseto, Nettuno e Crocetta saranno le compagini con cui Fortitudo si contenderà l’accesso ai play-off. Sulla carta un vero e proprio girone di ferro per i biancoblù, ma è una sfida che non spaventa Betto, anzi è un’ulteriore motivazione per tirar fuori il meglio di sé. «Spettasse a me la decisione – dice – giocherei 50 partite contro squadre più forti della mia, perché sono quelle le occasioni che ti aiutano a crescere. Soprattutto nel baseball, uno di quegli sport che andrebbe più giocato che allenato, ben venga un girone come questo». A non piacere al manager è invece la nuova formula ufficializzata per la serie A Gold 2026. Quest’anno infatti saranno 10 le squadre partecipanti. Queste, divise in 2 gironi da 5 contenders, si affronteranno in partite di andata e ritorno con un intero girone di sola andata che si svolgerà su 2 gare settimanali da 9 inning. Partite che si disputeranno il sabato pomeriggio alle 15 e sabato sera alle 20. «Ciò che condivido meno – spiega il coach – è l’idea di rimanere 12-14 ore in un campo da baseball, non penso che sia una cosa che agevola il gioco, né tanto meno la diffusione. Sicuramente ti può aiutare a ridurre il budget, ma dal punto di vista di sviluppo tecnico e di promozione credo che il doppio incontro in una giornata sia abbastanza infelice come scelta».

Fabio Betto, manager dei bolognesi (foto di Valentino Orsini)
Per il movimento del baseball in Italia questo è un momento particolare visto dalla prospettiva di Gianluca Pani. «È in corso – dice – una fase di scollamento tra le istituzioni e le società principali che giocano i campionati. Vedo un po’ di fatica nella condivisione di obiettivi, di strategie. È un momento storico che credo stia dando problemi a tutti gli sport, a tutte le discipline. Da quello che so c’è un grandissimo calo degli iscritti anche nel calcio, ma ovviamente si nota di meno perché ha molti più partecipanti. Negli sport minori come il baseball, ma non solo, questa cosa è più evidente perché quando hai pochi ragazzini che vogliono praticare uno sport, questo si ripercuote su tutto; si sviluppano pochi under 12 e under 14 e diventa più complesso costruire i campionati giovanili». In un contesto in cui il baseball azzurro ha dubbi sul proprio futuro, la Fortitudo deve inevitabilmente pensare al presente, anche perché la stagione che l’aspetta sarà durissima. Obiettivi? Per Fabio Betto il primo scoglio da superare resta sempre “il primo inning della prima partita”. «Non ci nascondiamo, vogliamo la semifinale, così da giocarci le nostre possibilità di arrivare in finale. Poi una volta in fondo può succedere di tutto…» Gianluca Pani, invece, alla domanda su dove vede la sua squadra tra tre anni resta con i piedi per terra. «Per quanto riguarda il panorama europeo stiamo valutando una nostra partecipazione all’evento della WBC che chiaramente deve essere in qualche modo compreso meglio nella sostenibilità. Vedo Fortitudo dov’è in questo momento: tra le migliori squadre d’Europa e in grado di organizzare eventi di livello internazionale, come abbiamo fatto nel 2019. I nostri sogni dipendono anche dalla federazione. Sarà un bel traguardo se ci permetteranno in futuro di ricominciare a competere nelle gare europee più importanti».
L'articolo è stato pubblicato nel n. 14 del Quindici del 26 febbraio 2026