Motori
La supercar della Ferrari (immagine Ansa)
Sono finiti i test delle nuove supercar. Domenica 8 marzo si riaccendono i motori per la nuova stagione 2026 della Formula 1. Sono tante le novità di quest’anno, dai nuovi cambi di regolamenti, alle nuove macchine in gara che porteranno anche nuove rivalità all’interno delle scuderie. Diverse le aspettative che accompagnano la nuova stagione, soprattutto sulla Ferrari che per invertire i risultati negativi degli ultimi anni ha deciso di investire sull’innovazione. In attesa della prima corsa, che si terrà questa domenica alle cinque ora Italiana nel circuito di Albert Park a Melbourn in Australia, Incronac@ ha chiesto al giornalista ed esperto di F1 Leo Turrini, cosa aspettarsi dalla nuova stagione del Cavallino rampante, cercando di capire quale potrebbe essere il suo futuro.
La Ferrari sembra forte soprattutto alla partenza, come si presenta a Melbourne?
«Dai test in Bahrain la Ferrari sembrava vicina ai top team come la McLaren campione del mondo in carica, la Mercedes e la Red Bull. È vero che la Formula 1 non ha mai avuto un cambio di regolamento così drastico. Le macchine sono più corte, più leggere, più strette. Le power unit riducono il 50% della potenza dalla batteria elettrica. Sul monoposto ci sono le ali anteriori e posteriori attive che i piloti possono usare durante la gara. Le benzine sono diverse perché devono essere eco sostenibili. Capire chi sia più avanti nell'adattarsi a questo nuovo quadro normativo è veramente impossibile. Bisogna aspettare».
Gli ingegneri e i progettisti di Maranello, hanno osato di più con le innovazioni quest'anno?
«Questo nuovo regolamento ti obbliga a tirare fuori delle soluzioni originali. Ho l'impressione che che abbiano fatto delle scelte tecniche molto audaci. Quale sarà la risposta dell'asfalto lo scopriremo domenica».
Se la nuova supercar dovesse essere veramente competitiva, come dovrebbe gestire i due piloti la Ferrari?
«C’è un detto comune in Formula 1: il primo avversario di un pilota è il suo compagno di squadra. Spero che Leclerc e Hamilton la smettono di essere così amici e che possano litigare in pista perché vorrebbe dire che la Ferrari sta lottando per il titolo mondiale».
Spera in Leclerc e Hamilton in lizza per il mondiale?
«Sarebbe bello vedere che sono in lotta tra loro per il primo posto. Ovviamente dovrà essere molto bravo Fred Vasseur, team manager della scuderia, a fare in modo che la rivalità interna non danneggi gli interessi dell'azienda».
E Se Vasseur non dovesse riuscire, a gestire la situazione?
«La Ferrari è arrivata a un punto di non ritorno. Quest’anno sarà un dentro fuori per tutti, sia dirigenti che piloti. Alle spalle si lascia una stagione disastrosa. È chiaro che se anche il 2026 fosse un flop Vasseur va via. Lo stesso vale anche per Hamilton che è arrivato nel 2025 in Ferrari ed è stato un flop pazzesco. Quanto a Leclerc, nel 2025 ha salvato lui la baracca con qualche piazzamento».
Passando alla Mercedes, pensa che quest'anno Antonelli possa effettivamente superare Russell?
«Antonelli è il nostro Harry Potter. Parliamo di uno che a neanche 20 anni è già in Formula 1. È la grande speranza italiana. Un italiano non vince il mondiale di Formula 1 dal 1953, l’ultimo fu Ciccio Ascari. Se Antonelli riesce a stare davanti a Russell, potrebbe accadere che i dopo 70 anni Ascari abbia un erede».