Motori
La nuova Ferrari Luce, primo modello elettrico dell'azienda di Maranello (foto Ansa)
Corre veloce il Cavallino rampante di Maranello, corre in elettrico con la nuovissima e fiammante Luce, presentata ieri a Roma e “provata” anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Corre veloce sì. Su strada. Un po’ meno in borsa con il titolo della blasonata casa automobilistica che oggi cede il 7,89% a 285,45 euro, mica benissimo per un prodotto che a listino ha un prezzo di partenza di 550.000 euro, ben più in alto del top di gamma termico di Ferrari, la Testarossa che di euro ne costa 460.000. Nasi che si storcono e manine che prudono, per il nuovo modello che del design storico e inimitabile del marchio conserva poco, se non pochissimo.
C’è chi l’ha paragonata a un disegno “uscito male”, chi a un miscuglio inestricabile di agguerrite aziende del Sol Levante e del Far West, chi come l’ex "signore in rosso" Luca Cordero di Montezemolo mica ce la fa inghiottire il pillolone. «Se dovessi dire quello che penso - e alla fine l’ha detto - farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo. Almeno tolgano il Cavallino».
Un Cavallino che comunque rimane performante, almeno quello, con l’alimentazione fornita da quattro motori elettrici, uno su ciascuna ruota, e una potenza di 1.050 cv, l’accelerazione da zero a cento in 2,5 secondi, una velocità massima di 310 km/h e un’autonomia di 530 km a batteria completamente carica. Un sottotelaio smorzato separato, per la prima volta progettato e montato su una Ferrari che contribuisce a ridurre al minimo le vibrazioni indesiderate. Tutti bellissimi dettagli, grandi progetti, ingegneri, investimenti, costi.
E il sound? L’amato e inconfondibile urlo del motore termico, in barba al risparmio, all’ecosostenibilità, all’inquinamento acustico, così identitario e invidiato ovunque, imitato dai bimbetti che con le brum brum sognano di sedere al volante di quei bolidi, che fine avrà mai fatto? C’è, eccome se c’è, ma è “finto”. Ferrari Luce, precisano orgogliosi dall’azienda, «si avvale di un accelerometro di precisione al centro dell’assale posteriore per catturare le frequenze naturali dei componenti rotanti, che vengono poi equalizzate e amplificate come avviene nelle chitarre elettriche». Nientemeno, eppure il debutto è stato tutt’altro che luminoso, nei mercati e tra i puristi appassionati che al tradizionale Manettino Ferrari si sono visti sostituire l’e-Manettino, che già il nome mette un po’ paura, che supervisiona potenza, curva della coppia, trazione e prestazioni tramite le impostazioni “Range”, “Tour” e “Performance”. Ma stiano pure tranquilli, perché gli analisti di Mediobanca non hanno dubbi e prevedono che «la Luce rimarrà un'offerta di nicchia all'interno della gamma, rappresentando circa l'1% dei volumi totali».