Welfare
Il convegno dello Spi Cgil al Cinema Galliera (tutte le foto sono di Paolo Pontivi)
«C'è chi annuncia a parole sostegno al servizio sanitario nazionale. Poi nelle politiche concrete si porta avanti un processo di privatizzazione, come sta facendo l’attuale governo». Sono parole dure quelle di Vasco Errani, ex presidente dell’Emilia-Romagna e oggi a capo dell’associazione Giovanni Bissoni, intervenuto questa mattina (30 aprile) alla tavola rotonda sul diritto alla salute organizzata dal Sindacato pensionati italiani (Spi) della Cgil.
«C'è un problema che riguarda in primo luogo i finanziamenti - ha detto Errani - e i fondi per un’adeguata retribuzione del personale, che oggi mancano. Poi c’è la questione delle assunzioni, con un blocco che ci portiamo dietro dal 2004. Grazie a eventi come questo, i cittadini possono rendersi conto che è in discussione un loro diritto fondamentale e che l'unico modo per cambiare le cose è muoversi, costruire un movimento, chiedere che la politica e prima di tutto il governo faccia scelte coerenti, sblocchi i finanziamenti, realizzi una nuova organizzazione della medicina territoriale per fare davvero un salto di qualità. E non togliere un diritto così decisivo per tutti noi».

L'ex presidente dell'Emilia-Romagna Vasco Errani
Una visione ampia quella di Errani che inevitabilmente coinvolge anche il territorio regionale. «Parliamoci chiaro, anche l'Emilia-Romagna è in una situazione di grave difficoltà a causa di queste politiche che, va detto per onestà intellettuale, non vanno avanti solo da quando è in carica questo governo. Vanno avanti da tanti anni e la sanità è da sempre sottovalutata».
La soluzione? «È necessaria una battaglia nazionale con i cittadini e con le associazioni per ottenere un adeguato finanziamento e scelte coerenti in funzione del sistema universalistico pubblico. E poi c’è bisogno di innovazione. I cittadini e gli operatori devono sapere che abbiamo un progetto per la sanità pubblica e che lo porteremo avanti con coerenza. Dai piccoli atti alle battaglie nazionali, per ricostruire con forza un rapporto di convinzione e di visione universale. Insomma un vero patto per la salute pubblica».
Salute pubblica che può dirsi tale solo quando il diritto fondamentale su cui si fonda venga percepito in modo sostanziale e non solo formale dai cittadini. «In alcune regioni - ha detto il segretario nazionale dello Spi Stefano Cecconi, intervenuto al convegno - le cose funzionano meglio ma i problemi sono tanti, soprattutto per le persone anziane che hanno più difficoltà ad accedere ai servizi e che hanno bisogno di un servizio sanitario più vicino ai luoghi della loro vita, più integrato con le prestazioni sociali».

Il segretario nazionale dello Spi Cgil Stefano Cecconi
Un anziano ha bisogno di cure mediche, farmacologiche, di assistenza infermieristica a domicilio e poi, ha proseguito Cecconi, «ha bisogno di essere sostenuto per vivere autonomamente a casa propria. Se una casa non ha un ascensore, quella persona è prigioniera, non è libera. Se una casa ha barriere architettoniche, quella persona non riesce a essere autonoma e indipendente. Iniziative come quella di oggi mettono insieme il tema del rilancio del servizio sanitario nazionale pubblico e universale, perché la salute non è una merce, ancor di più in una società come la nostra che invecchia sempre di più e che ha bisogno di risposte all'altezza di questo cambiamento incredibile».