F1

Paolo Ciccarrone con Lewis Hamilton (foto concessa dall'intervistato)

«Se Kimi Antonelli continuerà a migliorare, come sta continuando a fare, entro quattro o cinque anni sarà uno dei campioni più forti». Non ha dubbi Paolo Ciccarone, direttore di Rmc Motori con all’attivo più di 540 Gran Premi e 37 anni di esperienza nelle corse. 

Ciccarone, qual è il suo giudizio sul futuro di Kimi Antonelli?

«Questo ragazzo non ha ancora vent'anni, ma sta dimostrando un’intelligenza, un’adattabilità e un talento incredibili. Se resterà in una scuderia che gli permetta di crescere (come la Mercedes), diventerà un grande campione».

Spesso i fuoriclasse si distinguono per personalità esuberanti, mentre Antonelli appare riservato, quasi timido. Può essere un limite?

«Se ce l’ha fatta Lando Norris, che alle prime interviste arrossiva, ce la può fare anche lui. Un grande campione non deve essere per forza chiassoso».

Parlando di Mercedes, lei ha definito il rapporto tra auto, squadra e pilota come un'alchimia perfetta. Quanto conta il mezzo oggi?

«Negli ultimi trent'anni la macchina ha rappresentato il 90% del risultato; il restante 10% lo mettono la scuderia e il pilota restando davanti agli altri, cosa che Antonelli sta dimostrando di saper fare benissimo. Kimi ha un processo di crescita senza pari, mi ha ricordato Charles Leclerc, che però si è perso».

Come valuta il confronto con il suo compagno di squadra, George Russell?

«Antonelli ha già retto il confronto, dimostrando di essere più veloce dell’inglese. Russell è certamente più esperto e maturo, ma quella di Kimi è una lacuna che il tempo saprà colmare».

Si discute molto della competitività della Mercedes. C'è chi dice che la scuderia stia commettendo degli errori, lei cosa ne pensa?

«Si sta facendo passare il messaggio che sia la Mercedes a sbagliare, quando invece sono gli altri a essere rimasti indietro. La loro è una macchina eccellente, bilanciata e che non consuma le gomme. Lo ha dimostrato proprio il pilota bolognese a Suzuka: ha continuato a migliorare i suoi tempi fino agli ultimi giri, cosa impossibile se gli pneumatici fossero stati molto consumati. Da maggio o giugno vedremo dei cambiamenti, ma si tratterà di sottigliezze tecniche e messe a punto minime».

L'ultimo italiano a vincere con la Ferrari è stato Alboreto nel 1985. Possiamo sognare Antonelli in Rosso un giorno?

«Se la Ferrari dovesse restare quella che è oggi, auguro, sinceramente, ad Antonelli di rimanere in Mercedes».