ordine pubblico

Ufficio Polfer della stazione di Bologna (foto Dire)

 

Tra due settimane sarà pronto il piano delle Ferrovie con i primi interventi per migliorare la sicurezza della stazione di Bologna. A comunicarlo è il sindaco Matteo Lepore al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto stamattina in Prefettura. 

Un incontro «credo molto produttivo, nel quale abbiamo affrontato diversi temi», spiega il primo cittadino. A partire da quello della sicurezza in stazione, esploso nell’ultima settimana dopo l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio e diventato il nuovo terreno di scontro con il governo e l’opposizione di Fdi.

Ed è proprio la messa in sicurezza dell’area dove è avvenuta la tragedia a essere in cima alla lista degli interventi previsti nel piano in arrivo. Il fatto è avvenuto in «un parcheggio di fianco al piazzale Ovest che non era sufficientemente custodito – continua Lepore – perché dal lato della stazione l'accesso delle persone non era inibito». La richiesta del prefetto Enrico Ricci, prosegue il sindaco, è che d’ora in poi all’area «possano accedere soltanto le persone autorizzate».

Ma non è l’unica zona scoperta e Lepore insiste sulla necessità di un ripensamento a tutto tondo. «Anche il Piazzale Est e tante altre aree della stazione sono oggi incustodite o comunque difficilmente protette dal personale della Polfer. Per quanto si possa aumentare il numero di vigilanti, noi pensiamo che occorre un intervento strutturale». Vanno bene i tornelli, anche se «non dobbiamo dare nessuna autorizzazione», ricorda il sindaco. Ma non bastano.

«La stazione va completata, occorre migliorare gli ambienti e dare maggiori strumenti a chi controlla la stazione. Dunque chiederemo un incontro a Ferrovie e a Rfi perché il progetto che Bologna aspetta da tanto tempo sulla stazione possa andare avanti», sottolinea Lepore, arrivando a capovolgere una dialettica su cui l’opposizione insiste: «Vorrei evidenziare che il problema non è che Bologna porta persone problematiche al resto dItalia. È la stazione a farle entrare in città da fuori. Questo avviene su tanti fronti, dagli sbandati a persone che possono commettere reati. E poi c’è il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati». Dopotutto, quella di Bologna è una stazione passante, «grande quasi 8 ettari e con circa 60 milioni di passeggeri l'anno», dove, per poter tutelare i cittadini, occorre una «limitazione degli accessi non solo per chi entra nella stazione, ma anche per chi scende dal treno». Il pensiero, ancora una volta, torna al giovane capotreno, dato che, ricorda il primo cittadino, l’uomo accusato del suo omicidio, Marin Jelenic, «scendeva dal treno e girava nella nostra stazione».

Due parole spese anche per il parcheggio Tanari, su cui Comune e Ferrovie continuano il braccio di ferro. «Ferrovie lo vuole indietro, ma noi siamo contrari e siamo convinti che debba rimanere alla città; è un parcheggio scambiatore, accessibile anche con prezzi più bassi per chi utilizza il mezzo pubblico e quindi siamo preoccupati dalle lentezze che in questo momento ci sono nella presa in carico», conclude il sindaco. Ma anche questa è una discussione che si riaprirà a breve, promette Lepore.