ItaliaMeteo
La sede di ItaliaMeteo (foto Ansa)
È ufficiale: il Governo chiude la partita e conferma lo spostamento di ItaliaMeteo da Bologna a Roma. Dopo giorni di appelli e proteste da parte delle istituzioni locali, da Palazzo Chigi non arriva alcun passo indietro. Nel vertice convocato oggi in Prefettura, il dipartimento nazionale della protezione civile ha ribadito la linea dell’Esecutivo: il trasferimento dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia si farà. Da lunedì prossimo, quindi, 25 persone tra dipendenti di altri enti, consulenti e lavoratori somministrati, dovranno spostarsi nella nuova sede romana.
Una decisione che a Bologna viene letta come un vero e proprio "schiaffo" del Governo al territorio, che negli ultimi giorni aveva chiesto di sospendere lo spostamento e aprire un confronto. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti della Cgil di Bologna con le categorie sindacali Nidil e Fp, mentre da Roma erano collegati due dirigenti della protezione civile. Secondo il sindacato, dal confronto «non è emersa alcuna disponibilità». Assente, invece, il capo della protezione civile e commissario di ItaliaMeteo, Fabio Ciciliano, che – spiegano i sindacati – non ha partecipato «per impegni lavorativi». Un’assenza che la Cgil definisce «una mancanza di rispetto ai lavoratori e a tutta la città di Bologna».
La vicenda si è accesa nei giorni scorsi dopo l’attuazione della decisione prevista dalla legge di bilancio 2026, che ha disposto lo spostamento della sede nella capitale. Da allora si è aperto un braccio di ferro tra il Governo e il territorio bolognese, con proteste dei lavoratori davanti al Tecnopolo e prese di posizione sempre più dure da parte delle istituzioni locali, preoccupate per il possibile depotenziamento del polo scientifico sviluppato negli ultimi anni nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha più volte chiesto al Governo di spiegare le ragioni della scelta. «L’Esecutivo non ci ha ancora spiegato il perché di questa decisione e temiamo che l’obiettivo finale sia di chiudere l’agenzia», ha ribadito. Secondo de Pascale, con lo spostamento «si smembra completamente il team tecnico che lavora a Bologna e si rischia di privare l’Italia di un’agenzia meteo civile».
Sulla stessa linea il sindaco Matteo Lepore. «Spostare a Roma la sede di ItaliaMeteo non è solo un colpo al nostro territorio, ma un attacco ai suoi 25 lavoratori», ha affermato. «Depotenziare il Tecnopolo significa fare un danno al sistema del Paese», ha concluso. Il Comune ha poi annunciato il sostegno alle mobilitazioni sindacali, nella speranza che il Governo «ci ripensi e lavori con la Regione Emilia-Romagna e con Bologna». A difendere la scelta dell’Esecutivo è invece il commissario di ItaliaMeteo, Fabio Ciciliano, che in un'intervista al "Resto del Carlino" ha ribadito come il trasferimento sia previsto dalla legge di bilancio e punti a rendere l’Agenzia più efficiente. Secondo Ciciliano, dalla sua fondazione nel 2017 ItaliaMeteo non ha mai avuto personale assunto direttamente e molte attività sono state svolte da funzionari provenienti da altre amministrazioni. Il trasferimento a Roma, sostiene, «dovrebbe consentire una crescita più strutturata».
La battaglia prosegue anche in Parlamento. I deputati del Pd Stefano Vaccari, Andrea De Maria e Virginio Merola hanno presentato emendamenti al decreto Bollette per contrastare lo spostamento e salvaguardare il ruolo di Bologna nel sistema nazionale della meteorologia. Secondo i parlamentari dem, la decisione del Governo è «incomprensibile perché priva di una visione complessiva e senza un progetto industriale e scientifico». I sindacati, intanto, non intendono fermarsi. Per la Cgil la scelta è «ancora più inaccettabile» perché la data del trasferimento «è stata individuata in modo discrezionale dal commissario», con un preavviso di appena cinque giorni ai lavoratori. Dopo il vertice in Prefettura, il sindacato ha convocato un’assemblea con i dipendenti per valutare nuove iniziative, anche sul piano legale.