Sicurezza

Il deputato Andrea De Maria (foto concessa dall’intervistato)

 

«Niente polemiche, serve l’impegno comune di tutte le forze politiche. E la visione caricaturale che vedo a volte proposta per Bologna è chiaramente infondata». In un’intervista a InCronac@, il deputato del Pd Andrea De Maria abbassa i toni dopo l’ennesimo scontro sul tema della sicurezza tra il Governo e la sinistra e respinge il ritratto della Turrita come “città invivibile” che in tempo di campagna elettorale sta raccogliendo una certa popolarità. E al ministro Piantedosi, protagonista al question time alla Camera di ieri di un duro attacco al Pd sui temi della sicurezza, il parlamentare dem risponde che «dovrebbe liberarsi dai condizionamenti di quella parte della destra che ogni giorno fa propaganda sui temi della sicurezza, anche con posizioni davvero sopra le righe». Intanto, domani è atteso l’esito dell’interpellanza al Governo su Marin Jelenic, accusato dell’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, avvenuto lo scorso 5 gennaio alla stazione di Bologna.

 

Ieri il ministro Piantedosi ha dichiarato che non può parlare di sicurezza chi è favorevole agli sbarchi dei migranti e che quando governava il Pd c’erano più reati. Cosa risponde al ministro?

«Intanto che la polemica politica non serve. Dovremmo unirci per combattere la criminalità e difendere la sicurezza dei cittadini, fra forze politiche e fra diversi livelli istituzionali. Poi, dopo tre anni di governo di centrodestra in Italia i reati sono aumentati e manca il personale delle Forze dell’ordine, non essendo garantito il turnover. È sbagliato promuovere il binomio sicurezza/immigrazione, anzi l’integrazione è una condizione fondamentale di contrasto all’illegalità. Servono flussi in ingresso per chi vuole venire a vivere e lavorare onestamente in Italia, facendo crescere la ricchezza del Paese, e modalità più celeri ed efficaci per espellere chi riceve provvedimenti di allontanamento».

 

Che obiettivo si pone con la sua interpellanza?

«Domani 16 gennaio, in Aula alla Camera, il Governo risponderà alla mia interpellanza urgente sul mancato allontanamento dall’Italia dell’assassino di Alessandro Ambrosio. Ricordo che Marin Jelenic, arrestato per l’omicidio del capotreno, era stato oggetto il 23 dicembre di un decreto di allontanamento dal Paese. Dalle notizie di stampa non risulta avesse fatto ricorso nei tempi prescritti, ma evidentemente il decreto non era stato eseguito e Jelenic era libero di muoversi nelle stazioni italiane».

 

Cosa chiede al Governo che potrebbe concretamente migliorare la sicurezza in città? 

«Abbiamo incontrato recentemente i sindacati delle Forze dell’ordine e abbiamo un quadro chiaro sulle esigenze di rafforzamento degli organici, dotazione di mezzi e pagamento degli straordinari. E poi servono risorse per promuovere qualità urbana e coesione sociale. La sicurezza si garantisce sia con la repressione dei reati che con la crescita dell’equità sociale».

 

Ha ragione il ministro che parla di un rafforzamento delle Forze dell’ordine o il sindaco che segnala un saldo negativo della Polizia di Stato in città?

«Lho già detto, bisogna garantire il turnover ora e nei prossimi anni».

 

Il centrodestra però attacca il Comune sul numero di agenti di Polizia locale, calati di oltre cento unità in poco più di vent’anni. Come la vede?

«In realtà il Comune ha fatto nuove assunzioni nella Polizia locale. E comunque non bisogna confondere le competenze fra responsabilità nazionali sulla sicurezza e l’ordine pubblico, che in Italia spettano al Governo, e ruolo dei Comuni».

 

Questa vicenda, come altre, sembra diventata un gioco di “scaricabarile”. La sinistra e la destra si attaccano a vicenda, lo stesso il Comune e il Governo. In tutto questo cosa ci guadagnano i cittadini bolognesi?

«Per quanto mi riguarda non cerco mai lo scontro ideologico o pregiudiziale. Lo ribadisco: servirebbe l’impegno comune di tutte le forze politiche. Conosco bene il Ministro Piantedosi e gli riconosco serietà e competenza, ma dovrebbe liberarsi dai condizionamenti di quella parte della destra che ogni giorno fa propaganda sui temi della sicurezza, anche con posizioni davvero sopra le righe. A questo proposito attendo la risposta alla mia interrogazione sulle ragioni dell’allontanamento da Bologna del precedente Questore».

 

Sembra che la sicurezza sia diventato il tema di scontro in vista delle Comunali. Ma Bologna è diventata davvero una città invivibile?

«La visione caricaturale che vedo a volte proposta per Bologna è chiaramente infondata. Peraltro a Bologna coesione sociale, solidarietà e associazionismo sono particolarmente radicati. Certo, in una città dove c’è crescita e benessere si concentrano anche problemi di sicurezza, come nelle principali aree urbane del Paese. E l’amministrazione comunale sta facendo molto su questo tema. Spero che chi a destra vuole farci campagna elettorale sopra capisca che invece dobbiamo collaborare per il bene dei cittadini».

 

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