il personaggio
Fio Zanotti nella redazione del Master di giornalismo di Unibo (foto di Federica Cecchi)
Le musiche che ha arrangiato accompagnano i testi di Adriano Celentano, Zucchero, Vasco, Milva, Claudio Baglioni, Loredana Bertè, Renato Zero. E questi sono solo alcuni dei moltissimi cantautori, italiani e internazionali con cui Fiorenzo Zanotti, per tutti "Fio", ha collaborato.
Bolognese di nascita e cosmopolita per vocazione musicale, la sua parabola inizia quando il suo talento precoce per l'armonica (a quattro anni) e la fisarmonica (a cinque) lo porta giovanissimo al cospetto del musicista Leonildo Marcheselli. Dai dieci ai venti anni studia musica da autodidatta. A 18 anni entra a far parte del gruppo rock "Judas" come organista all'organo Hammond, conoscendo il jazzista Jimmy Villotti con cui fonderà successivamente il gruppo Jimmy M.E.C. Successivamente si iscrive al conservatorio G.B. Martini per studiare musica d'uso col maestro Ettore Ballotta e armonia e contrappunto con il maestro Giordano Noferini.
Dalle prime tournée con Loredana Berté (1980) alla collaborazione con Mia Martini (“Stiamo come stiamo”) passa, sotto l’egida di Freddy Naggiar della Baby Records, a dirigere Al Bano e Romina all'Eurofestival e porta i Ricchi e Poveri alla vittoria di Sanremo con “Se m'innamoro”. Parallelamente, firma hit dance internazionali come “Catch the Fox” e inaugura un rapporto decennale con i Pooh, a partire da “Giorni infiniti”.
La sua direzione per la London Symphony Orchestra e la collaborazione con icone come Sting ed Eric Clapton al Pavarotti International segnano il suo slancio verso una musica affermata anche fuori dall’Italia. Nel 2008, Zanotti ha anche trasposto in musica alcune poesie di Papa Karol Wojtyla, interpretate da Placido Domingo e Andrea Bocelli, inserite nell’album di Domingo “Amore infinito”.
La carriera a Sanremo del maestro si configura come un altro capitolo centrale, segnato da una presenza costante in veste di direttore d’orchestra, arrangiatore, produttore e compositore. Il suo palmarès vanta prestigiosi piazzamenti e il riconoscimento della critica, ottenuto grazie al brano “L'opportunità”, interpretato dal trio Youssou N'Dour, Pupo e Paolo Belli. È particolarmente prolifico il suo contributo nella categoria "Nuove proposte", dove ha collezionato successi storici: dai secondi posti con Franco Fasano (“Vieni a stare qui”) e Nek, fino alle vittorie assolute di Anna Tatangelo con “Doppiamente fragili” e Tony Maiello con “Il linguaggio della resa”. La sua firma d'autore e di arrangiatore ha accompagnato grandi nomi del calibro di Spagna (“Gente come noi”), Gianluca Grignani (“Liberi di sognare”, “Cammina nel sole”), Fiordaliso e Lara Fabian, per la quale ha composto “Voce”. Tra i successi più recenti spicca il sodalizio con Mirkoeilcane, pluripremiato dalla critica, oltre alle prestigiose collaborazioni sul palco dell’Ariston con "super ospiti" del calibro di Zucchero, Maurizio Vandelli, Dodi Battaglia e Irene Fornaciari.
Il suo contributo al rock lo vede al fianco di Vasco Rossi (per capolavori come "Siamo solo noi" e "Vivere") e Zucchero, con cui condivide l'esperienza della band Adelmo e i suoi Sorapis fino al prestigioso palco della Royal Albert Hall. Di rilievo mondiale, appunto, anche la sua direzione della London Symphony Orchestra.
Protagonista assoluto dei trionfi sanremesi di Anna Oxa (“Ti lascerò", "Senza pietà”) e della produzione di Fiorella Mannoia (“I treni a vapore”, “Notti di maggio2), ha collaborato con giganti come Francesco De Gregori prima di diventare il pilastro musicale di Adriano Celentano. Per il "molleggiato" ha curato album storici (“L'emozione non ha voce”, “Io non so parlar d'amore”) e grandi eventi televisivi, da "Francamente me ne infischio" fino a "Rock Economy" all'Arena di Verona. Tra le altre grandi firme del suo percorso figurano Renato Zero (“La curva dell'angelo”), Claudio Baglioni (per l’Inno delle Olimpiadi di Torino), Gianni Morandi e Massimo Ranieri.
Sul fronte del cinema Zanotti è stato protagonista in produzioni di rilievo internazionale e d'autore. Dalla collaborazione con Piero Vivarelli, per il quale firma la colonna sonora del film “La Rumbera”, alla trasposizione in musica dell'universo di “Crepax” con il commento sonoro per Valentina. Il suo contributo più recente è il lavoro per la pellicola “Nobili Bugie”, prodotta da Genoma Film.