società pubbliche
Il tavolo della conferenza stampa (foto di Giulia Goffredi)
«A livello regionale ci sono diversi esempi virtuosi di società partecipate, ma non mancano anche alcune criticità, soprattutto nei settori agroalimentare e dei trasporti, oltre alla situazione dell’Interporto e di BolognaFiere». È questo il quadro sullo stato di salute delle società partecipate dell’Emilia-Romagna e della Città Metropolitana di Bologna che emerge dalle dichiarazioni di Marcovalerio Pozzato, presidente della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, intervenuto a margine del convegno a Palazzo d’Accursio in occasione dei dieci anni del Tusp, il Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica.
«Ormai una parte rilevante delle risorse pubbliche reali viene convogliata nelle società partecipate, per questo è quanto mai opportuno controllare la loro gestione e il loro utilizzo, che deve essere coerente con le necessità dei cittadini», prosegue Pozzato. Un compito che spetta proprio alla Corte dei Conti, che mira a garantire la sostenibilità economica sul medio e lungo periodo di queste realtà, segnalando eventuali perdite protratte nel tempo. «Non ci occupiamo di amministrazione concreta, perché sarebbe un’intromissione non prevista – chiarisce il presidente – ma valutiamo le macro-cifre e mettiamo in guardia sui potenziali rischi laddove emerga un disavanzo strutturale nei bilanci, come nel caso dell’Interporto di Bologna». Tra gli esempi di criticità indicati da Pozzato c’è anche BolognaFiere: «Anche dopo la fine del Covid, il disequilibrio economico non è stato superato. Attualmente, la società riesce a sorreggersi grazie a una serie di partecipazioni estere». Secondo il presidente resta, insomma, ancora molto lavoro da fare sul fronte delle partecipate: «È un terreno particolare, in cui bisogna trovare un equilibrio tra pubblico e privato. Il primo deve avere un giusto ritorno economico, mentre il secondo deve garantire servizi efficienti alle persone». Molto più dure le parole di Matteo Di Benedetto, capogruppo Lega in Comune, che sui propri canali ha commentato, riferendosi all’ultima sentenza depositata dalla Corte dei Conti sui contributi pubblici concessi alla cooperativa Estragon: «Ancora una volta, una sentenza della magistratura certifica la cattiva amministrazione della Giunta Lepore, accendendo un faro su situazioni particolari che da troppo tempo vedono sempre gli stessi soggetti aggiudicarsi larga parte dei bandi».
Al presidente Pozzato fa eco Sergio Lo Giudice, capo di gabinetto del Comune di Bologna con delega alle società partecipate, che nell’intervento di apertura del convegno ha ribadito come l’obiettivo dell’amministrazione non sia esclusivamente il profitto, né imporre un mero controllo burocratico, ma riuscire a creare una strategia comune, basata sulla collaborazione orizzontale, con una serie di società che erogano servizi essenziali cui i cittadini si affidano quotidianamente, dal trasporto pubblico di Tper alla gestione dei rifiuti di Hera. «Alla fine dell’anno – spiega Lo Giudice – approveremo il terzo Piano strategico metropolitano e uno dei nostri focus sono proprio le società partecipate». Ma quali sono le sfide con cui oggi sono chiamate a confrontarsi queste realtà? «La razionalizzazione delle risorse e l’adeguamento normativo, in un contesto di transizione a tutto tondo: climatica, energetica, tecnologica ed ecologica», è la riposta del capo di gabinetto.
Di fronte a un mondo in rapida evoluzione, rinnovare la legislazione per concretizzare questa sinergia tra pubblico e privato anche a livello nazionale è un’esigenza reale. Quanto è emerso alla fine di questa mattina di confronto comune è che il Testo unico meriterebbe in alcuni passi di essere ridisegnato, ma è anche vero che regge bene alla prova del suo primo decennale. E che, al di là dei suoi limiti, è in grado nella sua applicazione di generare un impatto positivo tanto sulle aziende che coinvolge, quanto sui territori e sulle persone su cui queste ultime incidono.