il presidio
Il presidio di Coldiretti in piazza Roosevelt, davanti alla prefettura (foto di Edoardo Cassanelli)
«Prodotti come il grano duro e l’olio extravergine d’oliva sono in questo momento sotto attacco, un attacco feroce e indegno. Non si riconosce il costo di produzione per la materia, ci sono sciacalli “narcotrafficanti” di olio e grano che speculano sulle spalle dei nostri agricoltori. È ora di finirla». Si è fatto sentire a gran voce lo sdegno della sezione dell’Emilia-Romagna di Coldiretti (Confederazione nazionale coltivatori diretti), durante il suo presidio di stamattina davanti alla prefettura, in piazza Roosevelt.
Un’azione che ha coinvolto a livello nazionale tredici prefetture, per sensibilizzare il governo sulla necessità di adottare maggiori provvedimenti sulle ingiustizie compiute da una parte di industriali e commercianti sulla compravendita di grano duro in Sicilia. Appena 19 centesimi al chilo, prezzo troppo basso per il sostentamento degli agricoltori, tenendo conto del fatto che la pasta costa minimo due euro al chilo, mentre il pane va sui tre euro. Altro problema affrontato dal presidio è il denunciato arrivo di navi dall’estero, in particolare dal Canada, colme di grano duro con tracce di glifosato, una molecola chimica usata come erbicida e sospettata di essere cancerogena.
Per questo il presidente di Coldiretti Emilia-Romagna, Luca Cotti, ha chiesto maggiori controlli. «Noi chiediamo interventi più mirati, perché soffriamo molto le importazioni di grano duro, e questo grano duro rischia di affossare i prezzi di quello italiano», è il commento del presidente.
Oltre al grano, si è parlato anche dell’olio extravergine d’oliva. Secondo i dati ufficiali della filiera l'Italia produce circa 234 milioni di litri (cifra che potrebbe essere rivista ulteriormente al ribasso con controlli più stringenti) a fronte di un consumo nazionale pari a 461 milioni. Sull'export parliamo invece di 318 milioni di litri, mentre l'import è sui 545 milioni all'anno. «Sono cifre che non tornano, perché c'è chi trucca l'origine ingannando cittadini e agricoltori nascondendosi anche dietro l'ultima trasformazione del codice doganale, che va cancellata per tutti gli alimenti», fa sapere Coldiretti, a proposito delle somme che non combaciano e dunque fanno ipotizzare che sia venduto come olio evo ciò che non lo è.
Una delegazione, guidata dallo stesso presidente Cotti, è poi salita in prefettura per consegnare un documento in più punti. Nel testo si chiede soprattutto, nel caso del grano, di fermare le frodi dell’agropirateria, fare maggiori controlli sui prezzi, dire stop al grano al glifosato e cercare di ottenere 40 milioni per abbattere le spese dei produttori in contratti di filiera, azzerando le intermediazioni. Sull’olio, si sottolinea l’importanza di aumentare anche qui le ispezioni, vietare le miscelazioni dell’olio evo con dei sottoprodotti, sospendere quello a dazio zero proveniente dalla Tunisia e avviare la fatturazione obbligatoria delle olive per una tracciabilità realmente efficace.