Bologna a 30 all'ora

Il sindaco Matteo Lepore (foto Ansa) 

 

«Perché fermare una disposizione tanto virtuosa? Migliorare Città 30 è il nostro obiettivo, andiamo avanti». Lo dice forte e chiaro il sindaco Matteo Lepore, nonostante la sentenza di ieri del Tribunale amministrativo regionale, che ha annullato il provvedimento sui limiti di velocità a 30 km/h in molte aree di Bologna, emanato due anni fa dalla giunta.

«Non bisogna avere paura del Tar, che svolge soltanto il suo compito, ma il nostro è quello di innovare la città e salvare vite», ribadisce il primo cittadino.

Non c’è intenzione da parte del Comune di fare ricorso o di chiedere una sospensiva, semplicemente farà ciò che il Tar ha richiesto, ovvero inviare le carte che motivano strada per strada la scelta di applicare la misura limitativa sulla velocità dei veicoli. Una misura che ha alle spalle due anni di dati positivi (2024 e 2025), come ricorda lo stesso Lepore: «Il 70% degli incidenti accade nelle città, in due anni Bologna ha dimezzato il numero di morti in strada, l’unica città che è stata in grado di farlo nel Paese, dimostrando che ridurre morti, feriti, incidenti e persino l’inquinamento. A prova di ciò, presenteremo al tribunale e a Salvini una tonnellata di carte».

Nella fattispecie, in base ai numeri in mano a Palazzo d’Accursio, Città 30 ha permesso di diminuire del 43% i morti per incidente stradale, del 7% i feriti e infine del 12% circa gli incidenti stessi, con il risultato di ben 66 milioni di euro risparmiati in fatto di costi.

«A noi non interessa litigare con Salvini, Bignami o i tassisti. Il nostro obiettivo è morti zero sulle strade, non compiere una guerra ideologica col governo, saremo felici anzi di collaborare con loro qualora decidessero di farlo», dichiara infine Lepore.

Secondo l’avvocato Tommaso Rossi, legale dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada, la sentenza del Tar non affossa Città 30, ma semplicemente «indica i binari tecnici su cui essa potrà e dovrà essere rinnovata. Non si parla di un eccesso di potere, bensì di una violazione della legge. Il Tar non dice che il limite a 30 km/h è illegittimo in sé, ma che va adottato zona per zona, non come sostituzione generalizzata del limite di 50 km/h».