PARTITI
Roberto Vannacci ospite all'Rhs Hotel di Modena mentre presenta Futuro Nazionale (foto Ansa)
Bologna, Modena, e in serata Rete 4. Comincia nel cuore dell'Emilia l'avventura di Roberto Vannacci, il nuovo leader di Futuro Nazionale, che ha lanciato il suo partito e ha risposto alle critiche mosse dai suoi ex colleghi leghisti. Con trattamento speciale riservato al segretario Matteo Salvini che lo aveva chiamato "traditore" perché "da uomo d'onore e di parola" aveva promesso di non usare la Lega come un autobus. Atterrato a Bologna, Vannacci rigira l’accusa: «Il vero traditore è Salvini. Il suo partito promuove certe idee, ma quando si tratta di votarle va in un'altra direzione, come con la legge Fornero. Io rimango fedele ai miei principi e valori, non rinuncio alla mia identità per un compromesso e un inciucio».
Un leitmotiv che il generale ha mantenuto e amplificato all’Rhs Hotel di Modena, dove ha presentato l’ideologia di Futuro Nazionale, davanti a 350 sostenitori in presenza e altri 3.000 collegati da remoto. Quella illustrata da Vannacci è «una destra vera, forte, ma non nera», che farà diventare la sua lista «il naturale interlocutore del centrodestra». Il generale, intanto, saluta soddisfatto il primo sondaggio di You Trend sul nascente partito: «Dicono che Futuro Nazionale avrebbe già il 4,2% di preferenze. Mica male per qualcosa che ancora non esiste».
I cardini ideologici di questa destra vera? Sicurezza e remigrazione. Sul primo tema, è stata presa Modena come caso emblematico. Dice il generale: «La città è guidata da un'amministrazione di sinistra che sta fallendo. L’ho vissuta vent’anni fa, ai tempi dell’Accademia militare, ed era una città sicurissima, ma ora è uno dei centri più insicuri a causa di una politica immigratoria scellerata di sinistra». Secca, dura e intransigente la risposta del sindaco di Modena sui social: «Siamo di fronte al tour circense dell'ennesimo caudillo de noantri che si palesa sulla scena politica con la propaganda più becera e ignorante di stampo fascista».
E per quanto riguarda la remigrazione, guarda all’esempio statunitense come soluzione. «Il metodo Trump funziona: nell'ultimo anno sono rientrati due milioni di stranieri nel paese di origine, di cui un milione e mezzo volontariamente. Anche noi dobbiamo trovare modo di diminuire gli stranieri in Europa, e lo possiamo fare con compensi, ma anche tramite misure coercitive per chi entra illegalmente, viola le leggi o non si assimila».
«Dopo il successo di Modena stiamo ricevendo un flusso importante di adesioni, sia da parte di cittadini comuni che di imprenditori, che sono già pronti a finanziare il nostro percorso», racconta Federica Barozzi, referente modenese del Team Vannacci Mutina e organizzatrice dell’evento di ieri sera.
Ma chi è il sostenitore tipo di Futuro Nazionale? «Abbiamo a che fare - spiega la referente di Modena - con una base molto eterogenea e in espansione, a sostegno del generale. I membri hanno vari gradi d’esperienza politica, provengono da settori lavorativi diversi e da tutte le fasce d’età. La presenza di ragazzi giovani, spesso studenti di scuole superiori intorno ai diciotto anni, sta crescendo giorno dopo giorno ed è un elemento di vitale importanza».
Un'adesione sull'onda della novità che saprà tradursi in un sostegno duraturo? «I Team Vannacci devono rimanere snelli e capillari per operare al meglio nel territorio locale, senza diventare burocratizzati» dice Barozzi. «Ad esempio, il gruppo di cui faccio parte, il Team Mutina, conta quaranta aderenti e siamo ancora un’associazione culturale. Col tempo entreremo meglio nelle meccaniche di partito, ma per ora è ancora tutto in divenire».

Federica Barozzi, referente del Team Vannacci Mutina (foto concessa dall'intervistata)