La tragedia

La deposizione della corona di fiori della Cgil alla centrale Enel di Bargi

La deposizione della corona di fiori della Cgil alla centrale Enel di Bargi (foto di Paolo Pontivi) 

«Finalmente qualcosa si è mosso, ieri nessuno parlava, oggi parlano tutti. Ed è importante la presa di posizione del presidente della Regione, Michele De Pascale. Noi come Cgil ci costituiremo parte civile nel processo che dovrà accertare le cause e le responsabilità del disastro». Sono le parole del segretario della camera del lavoro metropolitana di Bologna Michele Bulgarelli intervenuto oggi a Bargi sul lago di Suviana per ricordare quel tragico 9 aprile del 2024.

Una corona di fiori, lasciata davanti al cancello della centrale Enel dai rappresentanti sindacali dei diversi gruppi della Cgil. Il sindacato sul territorio, che non si dimentica di ricordare i sette operai rimasti uccisi dall’incendio scoppiato all’interno dello stabilimento. Un ricordo che proseguirà anche domani, con un convegno organizzato dalla Camera del lavoro metropolitana di Bologna per discutere delle lotte portate avanti dal sindacato nel corso degli anni per garantire condizioni di lavoro più sicure e trasparenti. Accanto al presiedente dell’Assemblea legislativa regionale, Maurizio Fabbri, e al sindaco di Bologna, Matteo Lepore, si alterneranno i segretari delle diverse sezioni della Cgil e la segretaria nazionale Francesca Re David, per fare il punto sulle situazione e per cercare nuove soluzioni. «Sono contento che De Pascale si sia finalmente assunto la responsabilità del futuro della centrale. È assurdo - ha detto Bulgarelli - che nel pieno della crisi energetica non si sappia ancora nulla di quello che ne sarà dello stabilimento. La nostra voce si è fatta sentire e De Pascale, sicuramente, richiamerà Enel al vertice del proprio dovere. Alle osservazioni della Cgil De Pascale ha risposto questa mattina (8 aprile). «Ci sono due elementi fondamentali - ha detto - che noi come Regione prendiamo in carico e vogliamo rilanciare, a proposito di Suviana. Il primo riguarda il futuro del sito, di nostra competenza. Alla fine delle indagini, chiederemo a Enel di esprimere una parola molto chiara, considerato anche che le concessioni sono in scadenza. L’Italia non può perdere l’occasione di produrre energia da fonti rinnovabili, e per questo il sito va ripristinato. Il secondo elemento è chiaro a tutti: quei territori non possono essere abbandonati dalle istituzioni e nemmeno dalla stessa Enel».