Premio Strega
Lo scrittore e sceneggiatore Ermanno Cavazzoni (foto Ansa)
Una voce divertente e appassionata, di certo una delle più originali della letteratura nostrana del secondo Novecento, capace di coinvolgere, ampliare gli orizzonti e la loro percezione. Ecco chi era Gianni Celati, scrittore, traduttore e professore di letteratura angloamericana al Dams di Bologna, scomparso a Brighton nel 2022 e ora di nuovo “fra noi” grazie a “Storia di un’amicizia”, romanzo di Ermanno Cavazzoni proposto all’80esima edizione del Premio Strega. Il libro è pubblicato da Quodlibet, che ha in catalogo un sostanzioso numero di opere firmate da Cavazzoni. Aspettando il primo aprile, quando il comitato dello Strega rivelerà i nomi dei dodici semifinalisti, Ermanno Cavazzoni ha discusso con "InCronac@" a proposito del suo ultimo lavoro e della sua visione delle competizioni letterarie.
Il suo nome quest’anno è nella lista dei proposti allo Strega. Cosa ne pensa?
«Non seguo i premi, sono un po' come il destino, vanno per conto loro. Se finirò tra i semifinalisti bene, ma non faccio nulla per andare avanti. Ho sempre fatto così, sono influenzato dagli antichi stoici, soprattutto dal “Manuale” di Epitteto, che dice che il mondo non lo si può cambiare. In questo senso, lo Strega non dipende da me. Si vedrà».
Il suo libro parla di un importante scrittore, Gianni Celati, ma non è né una biografia né un saggio critico. Quale definizione userebbe?
«È semplicemente un romanzo. D’altronde, le vite di tutti sono dei romanzi, ognuno si “auto-racconta” e racconta le vite degli altri. In “Storia di un’amicizia” delineo, dal mio punto di vista e con affetto, la grande figura di Celati, mio caro amico. Lo faccio senza cadere nella biografia o nel saggio letterario; nomino alcuni suoi libri, però si tratta di un racconto di intersezione tra lui e io».
Ciò che traspare è una visione dell’esistenza e della quotidianità, attraverso aneddoti, personaggi e risate. Quale materiale ha utilizzato durante la fase di lavorazione?
«Il romanzo l’ho scritto in maniera molto compatta, sfruttando tanti appunti raccolti nel tempo, spulciando tra le lettere e le mail che io e Celati ci inviavamo. Tante cose mi risorgevano in mente e alla fine ho deciso di scriverle, dando voce a un giro di amicizie e affetti vicino a Celati».
“Storia di un’amicizia” è pubblicato da un medio editore, Quodlibet. Lo Strega viene spesso criticato per essere mosso dai grandi marchi, dando ancora troppo poco spazio a realtà meno influenti. Il suo giudizio.
«È una lotta tra grandi marchi, succede sempre così. Quodlibet fa ottimi titoli e vive nel suo spazio, non produce best seller pompati, eppure ha un grosso credito, è una casa editrice molto stimata. Forse il tema è che lo Strega fa vendere molto, quindi se vinci, vince pure l’editore. Gli eventi letterari li considero degli eventi mondani, e gli eventi mondani non li sopporto granché. Se mi scartano sono contento, se vado avanti sono contento, se mi premiano sono contento. Mi va bene tutto».