Lavoro

Career Day a BolognaFiere (foto di Ludovica Addarii)


È giornata di Career Day all’Università di Bologna. Oggi, infatti, dalle 9.30 fino alle 17.00, gli studenti dell’Alma Mater hanno avuto l’opportunità interfacciarsi con 175 aziende nazionali e multinazionali, il 70 % delle quali con almeno una sede nel territorio regionale. Ormai alla sua quattordicesima edizione, il più grande evento di Ateneo dedicato al mondo del lavoro è stato ospitato nel Padiglione 33 di BolognaFiere.

Tra ansia per il primo vero contatto con il mondo professionale e grandi ambizioni per il futuro, 3800 ragazzi dell’Ateneo tra laureandi e neolaureati si sono iscritti alla Job Fair, speranzosi di farsi notare dai recruiter. Tra di loro Adriana, 24 anni, studentessa brasiliana del Master Mba della Bologna Business School: «Sto cercando un tirocinio o un lavoro che in futuro mi possa dare l’opportunità di rimanere qui in Italia. Mi piacerebbe entrare a far parte del mondo della logistica o del marketing, ma anche eventi. Qualsiasi cosa nel mondo del management. Al momento le aziende che mi interessando di più sono Coop, Conserve Italia, Lidl o Italian Exibition Group».

I profili professionali più richiesti dalle aziende sono quelli che rientrano nell’ambito delle lauree Stem, di economia o di statistica. Allo stesso modo, la maggior parte dei partecipanti all’evento sono stati studenti provenienti dalle facoltà di Ingegneria e Architettura (32%), Economia, Management e Statistica (25%), poi ancora, anche se in più piccole percentuali, Scienze, Lettere e Beni culturali, Scienze Politiche o Giurisprudenza.

Non mancano però all’appello anche studenti delle facoltà umanistiche, come Francesca, che da questa esperienza si aspetta di riuscire ad avere più chiaro il futuro che la aspetta: «Spero di avere una conoscenza più approfondita del mondo del lavoro. Oggi sto facendo i miei primi colloqui e mi sembra un’ottima opportunità per affacciarsi a quello che succederà un giorno. Io ho 25 anni, in triennale ho studiato mediazione linguistica interculturale e sto frequentando una magistrale in lingue e culture italiane per stranieri. Il mio obiettivo lavorativo è quello di diventare mediatore culturale, ma non disprezzerei una mansione di back office per aiutare due realtà che parlano lingue diverse a raggiungere un accordo».