dipendenze

Foto tratta dal sito dellAusl di Bologna

 

Nell’ultimo anno, i consumatori di crack presi in carico dai servizi sanitari sono passati da 456 a 623 (+167), con un’impennata rispetto al centinaio di nuovi utenti registrati nel passaggio dal 2023 al 2024. Si tratta del 14,5% del totale degli assistiti del 2025, che salgono complessivamente a 4.388 persone. Un aumento che, però, non deve allarmare, dato che va di pari passo con la crescente capacità dei servizi di intercettare chi è in difficoltà. I nuovi utenti, considerati tutti i tipi di dipendenze insieme, costituiscono infatti il 18,3% degli assistiti. A giocare un ruolo sempre più dirimente nel raggiungere i più fragili è l’Unità di Strada, che accompagna sempre più persone (+ 21%) al SerDp Pepoli, il servizio dell’Ausl dedicato alla bassa soglia di accesso

«Questo è spesso un tema di risorse – spiega la direttrice dell’Unità operativa dipendenze patologiche dell’Ausl di Bologna, la dottoressa Marialuisa Grech – perché il consumatore scolarizzato e socialmente integrato ha più strumenti per chiedere aiuto spontaneamente. La popolazione vulnerabile, invece, fa più fatica a riconoscere di avere un problema. Su questo target è necessario mettere in campo tutta una serie di interventi, tra cui quelli propri della riduzione del danno, per sostenere un processo di cambiamento e contestualmente ridurre i rischi legati al consumo».

La fotografia scattata dal report annuale dell’Osservatorio Epidemiologico Metropolitano delle Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Bologna, presentato questa mattina all’Ospedale Maggiore, rivela che ad aumentare sono state sia le persone dipendenti da sostanze stupefacenti (2.854 rispetto alle 2.534 nel 2024), che quelle dipendenti da alcol (1.226 contro le 1.073 del 2024), che quelle dipendenti dal gioco d’azzardo (308 invece di 282 nel 2024). Facendo un focus sulle droghe, oltre a una crescita costante del consumo di crack, l’Ausl registra un trend in leggero decremento degli assuntori di eroina (40,4% del totale dei presi in carico, erano il 45,5% nel 2024) e in graduale ma costante crescita quello degli assuntori di alcol, cocaina o entrambe (30% e 25,6% sul totale dei presi in carico, contro il 29,7% e il 23,3%). 

La maggior parte delle persone in carico è di sesso maschile (77%), mentre resta stabile la quota di donne che si rivolgono ai servizi (23% degli utenti complessivi). L’età media è di 44 anni. Continua a crescere, soprattutto su Bologna città, la quota di irregolari, senza fissa dimora, non residenti (17% del totale), seguiti prevalentemente dal SerDp Pepoli.

Per quanto riguarda gli under 25, invece, sono 259 i giovani in carico, di cui il 52% sono nuovi accessi. Fra questi sono di più coloro che chiedono aiuto per un problema legato a eroina, cocaina e gioco, mentre è inferiore l’accesso per dipendenza da alcol. «L’aumento della presa in carico – conclude la dottoressa Grech – si può spiegare grazie anche all’esistenza di Area 15, il servizio integrato di Ausl e Comune dedicato ad adolescenti e giovani, che ha consentito di canalizzare la domanda di informazioni e orientamento sulle sostanze in un unico luogo in città. Questo ha reso sempre più semplice l’accesso ai servizi e la condivisione di esperienze. Anche la Città Metropolitana ha sperimentazioni interessanti in questo senso con gli enti del Terzo Settore e i professionisti sul territorio».