terrorismo
L'inaugurazione della targa a Graziella Fava nel 2024 (foto Ansa)
A 47 anni dall'attentato incendiario che uccise Graziella Fava, l’Associazione della stampa Emilia-Romagna (Aser) deporrà un fiore domani alle 11.30 sotto la targa che ricorda la vittima dell'atto di terrorismo compiuto il 13 marzo 1979 contro la vecchia sede del sindacato regionale dei giornalisti, all'epoca in via San Giorgo 6, rivendicato dal gruppo "Gatti selvaggi". La donna morì soffocata dal fumo mentre stava raggiungendo l'abitazione della famiglia di cui era collaboratrice domestica, proprio nel palazzo in cui aveva sede il sindacato dei giornalisti, all'epoca chiamato Asem perché copriva anche le Marche.
Alla cerimonia saranno presenti il sindacato regionale, l’Ordine dei giornalisti, il Comune e la Regione, insieme con i familiari della donna. La decisione di collocare un’insegna commemorativa era stata realizzata nel 2024 dai presidenti di Aser, Paolo Maria Amadasi, e dell’Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna, Silvestro Ramunno, insieme al figlio della vittima, Emilio Baravelli. In quell'occasione Ramunno disse: «La memoria ha bisogno di parole ma anche di cose che restano. Con questa lapide consegniamo simbolicamente alla città il ricordo di una vittima di terrorismo».
A lei sono stati intitolati anche un giardino e un asilo, l’anno scorso anche un monumento al centro di quel giardino, ma Bologna resterà in debito con Graziella: ad oggi i nomi dei suoi assassini restano ignoti e nessuno ha pagato per questo crimine.
«Anniversari come questo devono servire anche a ricordare che la libertà di informazione e di stampa è un baluardo da difendere. Senza incertezze. Sono troppe le insidie, le minacce, le querele pretestuose e i tentativi di delegittimazione che vogliono mettere un bavaglio a chi deve informare gli italiani», sottolinea Aser.