MOBILITÀ

Fabio Bettani dell'associazione Salvaiciclisti (Foto concessa dall'intervistato)

 

Ti hanno rubato la bici e vivi a Bologna? Un tempo il primo posto per cercarla era Piazza Verdi, oggi è più probabile trovarla invece in vendita online, sul Marketplace di Facebook o su Subito.it. A dirlo è Fabio Bettani, presidente Consulta Bicicletta e componente di Salvaiciclisti Bologna, associazione da anni al fianco di chi pedala sotto le Due Torri. Il furto di biciclette in città è un fenomeno antico e lontano da essere risolto, con storie quotidiane di amici e parenti che si disperano per lo smarrimento del mezzo preferito. Nonostante questo, diverse realtà sul territorio agiscono per contrastare questo fenomeno, e Bettani è tra gli esponenti più rilevanti di questa attività di impegno civico.

 

In cosa consiste la vostra azione di divulgazione su un tema caro ai giovani bolognesi?
«Promuoviamo da sempre la marchiatura, l'acquisto di lucchetti (anche costosi, ma indispensabili) e una maggiore consapevolezza su tutta quella serie di azioni necessarie alla tutela della propria bici. Un altro tema a noi caro è quello di scoraggiare l'acquisto di bici rubate. Pochi sanno che comprare da sconosciuti, che sia in piazza o online, senza alcuna garanzia sull’effettiva proprietà del mezzo, configura l’"incauto acquisto”, reato che colpisce sia il venditore che l’acquirente. Sul nostro sito rendiamo disponibile un modulo in carta libera che chi acquista una bici usata può far firmare al venditore, assicurandosi più certezze a livello legale».

 

Vi arrivano molte segnalazioni di bici rubate?
«Abbastanza. Noi rimandiamo in genere al sito Bologna Bike Watch fondato da Kirby Kaufman, un nostro collaboratore e attivista che si interfaccia spesso anche con le forze dell'ordine. La polizia municipale fa grande affidamento su di lui per individuare i proprietari delle bici rubate che vengono ritrovate».

 

Quali sono dei consigli pratici per chi subisce un furto?

«Prima del furto, l'ideale è fare un paio di belle foto alla propria bicicletta, così da dimostrare, in caso di ritrovamento, che sia effettivamente tua. Il passo successivo è la marchiatura, che consigliamo caldamente. Quando avviene il furto, poi, è estremamente importante denunciare. Solo così sarà possibile chiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Fatto questo, suggeriamo di controllare gli annunci online e consultare Bologna Bike Watch, dove è possibile compilare un modulo caricando la fotografia della bici rubata, l'eventuale numero di marchiatura, e segnalare le caratteristiche particolari del mezzo a due ruote. Guardatevi anche in giro, spesso capita che il ladro l'abbandoni dopo averla rubata e se ne liberi con noncuranza».

 

Cosa succede alle bici di cui non si trova il proprietario?

«Per le bici ritrovate dalle forze dell'ordine e di cui non è possibile risalire al legittimo proprietario, c’è un procedimento regolato dal Comune che prevede che le due ruote vengano messe a disposizione delle associazioni che le riparano e le rivendono a prezzo convenzionato. Questo vale sia per le bici abbandonate, sia per quelle rimosse per motivi di ordine pubblico. La Polizia locale non le butta ma le tiene in deposito per un anno. Passato questo termine, se nessuno le ha reclamate, vengono date alle associazioni».

 

In cosa consiste la marchiatura, perché la consigliate così fortemente?

«È un sistema di antifurto che prevede l'incisione di un codice alfanumerico o del codice fiscale sul telaio, registrando i dati del ciclista in un database accessibile alle forze dell'ordine. Non è obbligatorio farla, ma in caso di furto può essere di grande aiuto. Nel caso di biciclette “recuperate” in strada e destinate a essere rimesse in circolo, il costo della  marchiatura è a carico del comune».

 

Quanto costa questo sistema di tracciamento?

«Una marchiatura convenzionata costa 16 euro, ma undici li mette il Comune, e gli altri cinque il proprietario. Ogni anno Palazzo d’Accursio mette a disposizione, fino a esaurimento, un certo numero di marcature sovvenzionate. Ma esistono anche negozi che lo fanno di propria iniziativa, sempre per 16 euro. Non è poco, ma è una spesa necessaria perché è un metodo oggettivo per risalire al proprietario e a quest’ultimo di dimostrare che sia sua».

 

Dove vengono rivendute le bici rubate?

«Piazza Verdi è un luogo dove storicamente a Bologna incontri persone che ti offrono bici a basso costo, ma la sensazione che abbiamo è che, negli ultimi anni, questa cosa si sia spostata tantissimo online. Piattaforme come Facebook Marketplace e Subito.it, ma in generale qualsiasi piattaforma di compravendita di oggetti usati può diventare uno strumento di questa piccola ricettazione».


Perché il mercato delle bici rubate si è spostato online? Come lo spiega?

«Sicuramente la vendita online dà meno nell’occhio e raggiunge una platea più ampia. Inoltre chi acquista su internet da piattaforme, sulla carta affidabili, tende a tenere basse le difese; mentre  paradossalmente si fida di meno a comprare di persona in contanti da uno sconosciuto. Se invece trovi annunci di vendita tra privati, in un sito che propone una grande varietà di oggetti, tra cui anche bici, forse non ti viene neanche il dubbio che il venditore l'abbia rubata e, magari che lo faccia da tempo. Online tutto appare più professionale».