Innovazione

La ministra Bernini in visita al Tecnopolo (foto di Giulia Goffredi)

 

«Da oggi il Tecnopolo di Bologna è l’unico luogo, a parte gli Stati Uniti, ad avere una coppia supercomputer in grado di elaborare milioni di miliardi di dati al secondo». È con queste parole che Anna Maria Bernini, Ministra dell’Università e della Ricerca (Mur), questa mattina ha commentato l’arrivo dei primi due computer quantistici – chiamati Nox e Sox – nella sede Cineca del Dama Tecnopolo in occasione dell’inaugurazione di 5 nuovi sistemi di supercalcolo. Una nuova “famiglia” di supercalcolatori che rendono Bologna un unicum nel panorama europeo, capace di avere ricadute senza precedenti sulla vita dei cittadini e sul tessuto produttivo regionale e italiano. 

«Ieri abbiamo approvato i decreti sull’intelligenza artificiale, norme moderne e innovative per il Paese – ha continuato Bernini – ma le regole da sole non bastano, ci vogliono le macchine. E queste macchine significano benessere per la comunità, perché permetteranno di avere nuovi farmaci e cure personalizzate, di realizzare materiali avanzati, di creare nuovi modelli per fare agricoltura in sicurezza e di prevedere terremoti e alluvioni». Sono strumenti che permetteranno di affrontare le grandi sfide della contemporaneità, dalla salute agli effetti sull’ambiente e sulla produzione alimentare dei cambiamenti climatici.

Ma c’è anche un altro tema, quello della corsa al controllo dei dati, su cui l’Italia, e l’Europa tutta, devono riguadagnare terreno. «Le tecnologie inaugurate oggi – ha osservato Antonio Zoccoli, il presidente del Centro Nazionale Icsc – consentono di acquisire autonomia attraverso la costruzione di una valida e sostenibile alternativa nazionale ed europea alla proposta tecnologica statunitense, soprattutto alla luce dell’odierna instabilità geopolitica ed energetica». Gli fa eco la ministra, che ha aggiunto: «Siamo parte di un processo d’innovazione che ci vede non solo consumatori, ma anche sviluppatori e utilizzatori di prodotti di altissima tecnologia».

E per riuscire a realizzare un progetto di una simile portata bisogna uscire da una visione locale, allargando lo sguardo. «Queste nuove tecnologie non vivono di confini, ma di connessioni», ha sottolineato Bernini. Connessioni con il mondo fuori, ma anche all’interno del nostro Paese, dimostrando che dalla collaborazione tra il Governo, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Bologna possono nascere realtà che al momento in Europa non conoscono rivali e che rendono l’Italia uno snodo fondamentale. Dove le università, i centri di ricerca e le imprese affrontano da protagonisti le grandi sfide globali.