il mito
Kimi Antonelli dopo la vittoria del Gp di Cina (foto Ansa)
Con la vittoria del Gran Premio domenica 15 marzo in Cina, il pilota della Mercedes Kimi Antonelli è entrato di diritto nella lista dei campioni sportivi nati sotto le Due Torri. Il suo nome, oltre a quello del pilota più giovane della storia a vincere una gara di Formula 1 (primato che dal 2016 apparteneva all'olandese Max Verstappen), ora può essere iscritto tra i vincenti di successo che Bologna ha donato allo sport.
Tra i moltissimi nomi che hanno avuto i natali sotto le Due Torri, restando nel campo delle macchine, il primo della lista non può che essere è Luca Cordero di Montezemolo. Sotto la sua presidenza, la Ferrari ha vissuto l'era più vincente della sua storia, conquistando 14 titoli mondiali (6 tra i piloti con Michael Schumacher e Kimi Raikkonen, e 8 costruttori) tra il 1999 e il 2008. In precedenza, come direttore sportivo negli anni '70, guidò Niki Lauda alla vittoria di due mondiali (ne abbiamo parlato qui).
Dalle piste d’asfalto a quelle innevate, diventa impossibile ignorare l’imponenza del medagliere di un altro gigante dello sport bolognese, Alberto Tomba, amico del papà con cui presto Antonelli si incontrerà. Icona dello sci, ha vinto tre ori olimpici (due a Calgary 1988 e Albertville 1992) e due titoli mondiali. In Coppa del Mondo vanta 50 successi e la conquista della "Sfera di Cristallo" assoluta nel 1995, oltre a otto coppe di specialità tra slalom gigante e speciale. Dai Giochi invernali a quelli “estivi” (o “classici” se può andare meglio), non si può ignorare Ondina Valla, la prima donna italiana a vincere un oro olimpico, trionfando negli 80 metri ostacoli ai Giochi di Berlino 1936. In quella stessa occasione stabilì il record del mondo (11.6 secondi), diventando un simbolo pionieristico dello sport femminile nazionale.
Dall’anello al ring, Giacomo Garulli, pugile di rilievo degli anni '20, ha rappresentato l'eccellenza della boxe bolognese conquistando la medaglia di bronzo nei pesi leggeri ai Giochi Olimpici di Amsterdam 1928.
Tornando all’automobile, Alex Zanardi è stato due volte campione (1997 e 1998) nella serie Cart, che sta per Champ Car World Series (un campionato automobilistico americano) e pilota di Formula 1. Dopo l'incidente del 2001 in corsa in Germania, in cui perse le gambe, è diventato una leggenda del paraciclismo, vincendo quattro ori olimpici ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016, oltre a dodici titoli mondiali su strada. La sua vicenda triste è culminata nell'incidente, da cui non si è mai ripreso, durante una staffetta di beneficenza in Handbike, coinvolto in un incidente a Pienza, in Toscana.
Tra i nomi dell’olimpo dello sport bolognese non può mancare Marco Belinelli, l'unico cestista italiano a vincere un titolo Nba (con i San Antonio Spurs nel 2014). Nello stesso anno ha vinto l'Nba Three-Point Contest. In Italia ha conquistato scudetti e trofei nazionali con la Fortitudo e la Virtus Bologna (siamo stati alla presentazione del docufilm sulla sua vita). Anche il calcio non è da meno, tra i grandissimi va nominato l’allenatore Árpád Weisz. Visionario e innovatore tattico, è stato il più giovane tecnico di sempre a vincere uno scudetto (con l'Inter nel 1930) prima di guidare il leggendario “Bologna che tremare il mondo fa” a due titoli consecutivi (1936, 1937) e al trionfo nel Torneo dell'Esposizione di Parigi del 1937, consacrando la squadra tra le eccellenze d'Europa (raccontiamo qui la sua storia, finita per mano nazista nel campo di sterminio di Auschwitz).