Referendum
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e quello degli Interni, Matteo Piantedosi (foto Ansa)
Scontro fra Pd e Fratelli d'Italia per una fuga di notizie "riservate". Fdi ha chiesto un incontro urgente col procuratore per chiarire la dinamica con cui il Partito Democratico è venuto a conoscenza del fatto che il 21 febbraio il ministro degli Interni Matteo Piantedosi e il ministro della Giustizia Carlo Nordio saranno in piazza XX settembre. L’indiscrezione è arrivata dal segretario cittadino del Partito Democratico Enrico Di Stasi e dal deputato Andrea De Maria. Per Di Stasi «si tratta dell'ennesimo tentativo di influenzare l'opinione pubblica sui temi del referendum sulla Giustizia e della Sicurezza, tentando di convincerla che togliere il diritto di manifestare o altre libertà fondamentali, attraverso Disegni di legge sulla sicurezza anacronistici, serva a porre rimedio a una gestione della sicurezza e dell'ordine pubblico fallimentare da parte del Governo Meloni».
La rivelazione del Pd dell’iniziativa in città del centrodestra non è piaciuta a Fratelli d’Italia, che ha subito chiesto spiegazioni e un incontro urgente col procuratore della Repubblica. «Come ha fatto il Pd – ha detto al Resto del Carlino il coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia Francesco Sassone - ad apprendere da chi è organizzato? Vengono riprese testualmente le parole inserite nel modulo depositato per le autorizzazioni di legge, che dovrebbe godere di riservatezza. Qualcuno ha dato i documenti al Pd? Esiste un circuito interno funzionale ad un controllo del Pd su ciò che accade a Bologna?».
Sorpreso De Maria, che da Roma chiarisce: «Non ho idea di come sia uscita la notizia, che comunque Sassone non ha smentito. E non ci vedo, per esperienza, niente di strano: se si lavora a un evento poi è normale che possa circolare la notizia. Mi fa sorridere che si possa pensare che esista una specie di “Spectre” del Pd che controlla Bologna». E in serata la replica anche di Di Stasi: «Siamo di fronte a un evento promosso e organizzato pubblicamente, non a un atto coperto da segreto istruttorio e, poiché c'è ancora la libertà di parola, cosa che forse a Fdi sfugge, è normale che se ne parli. Quando si organizza una manifestazione con ministri e dirigenti nazionali, la notizia, inevitabilmente, circola. È così che funziona la politica».