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I nuovi contatori smart sostituiranno i vecchi sensori sulla rete Hera (foto Ansa)
Nei prossimi anni sulla rete idrica bolognese sono attesi investimenti per 130 milioni per «ridurre le perdite e rendere la distribuzione ancora più efficiente». Lo stanziamento di risorse, previsto da Hera, potrà essere messo in atto anche grazie all'utilizzo di 12 milioni provenienti dai fondi previsti dal Pnrr e punta a migliorare ulteriormente la tenuta dell'acquedotto bolognese, al momento terzo fra quelli dei capoluoghi di regione, con perdite intorno al 26% del volume dell'acqua immessa nella rete, decisamente meno della media nazionale.
L'obiettivo della multiservizi di viale Berti Pichat è di arrivare a una riduzione delle perdite lineari del 10% rispetto al livello attuale entro il 2028 e del 12% entro il 2029 – con un risparmio di circa tre miliardi di litri all'anno – con un piano di investimenti che prevede l'implementazione di nuove soluzioni tecnologiche per individuare e riparare le falle sulla rete.
Se il monitoraggio attraverso l'analisi della concentrazione dei raggi cosmici e le immagini satellitari possono aiutare a isolare l'area interessata da una perdita, la sorveglianza in tempo reale verrà sempre più gestita dai nuovi contatori acustici. Questi dispositivi sono sempre in funzione e si occupano di registrare le micro-vibrazioni del flusso attraverso un idrofono – un sensore dedicato all'acquisizione di suoni e altri segnali che si propagano attraverso un fluido – segnalando in maniera tempestiva alla centrale operativa eventuali variazioni anomale. Il piano di installazioni prevede 8.300 dispositivi finanziati con fondi Pnrr negli ambiti territoriali di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Durante una sperimentazione attuata a Conselice, nel Ravennate, è stata confermata l'estrema affidabilità dei contatori di nuova generazione che hanno permesso di individuare e riparare perdite nella rete entro un giorno dalla segnalazione.
Al centro del piano di digitalizzazione e monitoraggio attivo (il cosiddetto Servizio idrico 4.0) c'è la creazione del gemello digitale della rete idrica bolognese. Il modello virtuale dell'acquedotto bolognese sarà una riproduzione accurata dell'acquedotto reale, alimentata dai dati provenienti dai sensori sparsi sugli oltre 9.200 chilometri di tubature della provincia. Oltre alle informazioni provenienti dai contatori intelligenti, il modello integrerà quelle di sonde di pressione e sensori acustici di nuova generazione e sarà in grado di regolare in modo automatizzato la portata dell'acqua nelle condutture, preservando i tubi più vecchi da stress inutili nelle ore in cui la richiesta è più bassa.
«La nostra strategia è guardare sempre avanti, dobbiamo continuare a fare ancora meglio, perché l’acqua è una risorsa preziosa e siamo in un momento di crisi climatica per cui questo sarà sempre più un bene essenziale da preservare – dice a InCronac@ Paolo Gelli, responsabile "Operations idrico Emilia" del Gruppo Hera –. Oltre a continuare sulla via della distrettualizzazione e "smartizzazione" delle reti, per consentire un maggiore controllo, puntiamo alla sostituzione progressiva di 538.000 contatori domestici su tutto il territorio servito, con i nuovi modelli che saranno in grado di monitorare lo stato delle condutture».