fine vita

Marco Cappato, politico, attivista e tesoriere dell'associazione Luca Coscioni (foto Ansa)

«Il Parlamento non solo non sta producendo buone regole sul fine vita ma sta cercando di cancellare quelle poche conquistate con la disobbedienza civile». Così Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, che dalla fondazione si batte per la libertà di scelta fino alla fine, ha risposto ai giornalisti a margine di un intervento della fiera a tema Intelligenza artificiale "We make future", a BolognaFiere. Come associazione «abbiamo inoltrato proposte di legge in tutte le Regioni, perché le leggi regionali servono a creare procedure e dare tempi certi alle persone che soffrono e chiedono di essere aiutate a morire».

Nel frattempo tutti gli occhi sono puntati sulla decisione della Corte Costituzionale che, dopo l’udienza pubblica di ieri (martedì 23 giugno) sta lavorando per pubblicare la sua decisione. L’udienza si è svolta sulla questione di legittimità costituzionale sollevata dal giudice per le indagini preliminari di Bologna Andrea Romito, con un'ordinanza del 29 settembre 2025, nel procedimento a carico di Marco Cappato, Felicetta Maltese e Virginia Fiume per l'aiuto prestato a Paola, bolognese 86enne affetta da Parkinson, accompagnata nel 2023 in Svizzera per accedere al suicidio assistito.