Giornalismo

Il debutto del nostro Open Day (foto di Riccardo Ruggeri)

La penna stretta tra le dita, pronta a lasciare sul foglio le prime tracce di un percorso ancora tutto da scrivere. Il sorriso curioso di chi vuole affacciarsi a quel mondo nascosto tra rotative, schermi e carta stampata. E l’incertezza di chi guarda al futuro senza sapere quale direzione prendere. Tra poco più di due settimane, la redazione di InCronac@ si preparerà a chiudere i battenti dopo un intenso anno e mezzo trascorso a inseguire notizie, fare reportage e muovere i primi passi davanti alle telecamere. E oggi quella stessa redazione, accompagnata da docenti, tutor giornalisti e didattici ha incontrato in una giornata a porte aperte quella quarantina di giovani, chi in presenza, chi da remoto, che vuole iscriversi al prossimo biennio e sogna di intraprendere quella carriera nobilitata da figure del calibro di Scalfari e Montanelli. Un incontro senza filtri, svolto nell’Aula A del Complesso di Santa Cristina, dove gli aspiranti cronisti hanno potuto ascoltare storie, consigli e retroscena di una professione che continua a interrogare il presente e a raccontarlo.

Una giornata introdotta dal direttore del Master, Fulvio Cammarano, che si è soffermato sull’importanza di svolgere oggi la professione del giornalista, che non consiste nella semplice divulgazione dei fatti, ma anche sul ruolo di responsabilità che si deve a un’opinione pubblica sempre più alla ricerca di attendibilità e serietà. Una riflessione condivisa anche dal presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti, Silvestro Ramunno, che ha spiegato come un prodotto giornalistico sia frutto di un ingegno collettivo basato sulla necessità di sapersi mettere in discussione. Una prospettiva arricchita dall’esperienza personale di Marco Ascione, che ha raccontato i primi passi da cronista per “il Resto del Carlino” prima di approdare al "Corriere della Sera" dove ora ricopre il ruolo di caporedattore centrale, ma anche da Amalia Apicella, ex allieva che oggi lavora proprio per il quotidiano bolognese. Racconti a cui si sono aggiunte le testimonianze dirette dei tutor giornalisti, come il direttor responsabile delle testate del Master Giampiero Moscato, che ha illustrato agli aspiranti allievi il lavoro dietro le quinte del quotidiano e del “Quindici”, il nostro periodico, mentre Ivan Epicoco, anche lui tutor e giornalista ed ex responsabile della redazione Rai Emilia-Romagna, ha spiegato come si costruisce da zero un notiziario televisivo e un giornale radio.

Subito dopo questa chiacchierata, moderata dalla tutor della didattica Stefania Carminati, che curerà insieme a Leonardo Ghirlandetti il percorso educativo di tutti i nuovi allievi, gli aspiranti giornalisti hanno avuto modo di conoscere da vicino i laboratori della redazione, che hanno prodotto quasi 2.500 pezzi e accolto figure del calibro di imprenditori come Luca Cordero di Montezemolo e Oscar Farinetti, ma anche lo chef stellato Massimo Bottura, la direttrice di Quotidiano Nazionale Agnese Pini e la svorintendente del Teatro Comunale Elisabetta Riva. Una rosa illustre, arricchita da figure come l'ex Presidente del Consiglio Romano Prodi e il cardinale Matteo Zuppi nelle precedenti edizioni. Laboratori in cui i futuri allievi produrranno i nuovi articoli del quotidiano, impagineranno le future edizioni del periodico e arricchiranno i social, vera sfida di un giornalismo che, seguendo modelli virtuosi come quello del "New York Times", deve proiettarsi verso il futuro senza dimenticare gli insegnamenti del passato e i paletti dettati dalla deontologia. Per chi aspira a immergersi in questo mondo, sarà possibile iscriversi al bando per la prossima edizione e presentare il proprio curriculum da agosto fino a metà ottobre, prima di affrontare le prove, una scritta e una orale, nelle prime settimane di novembre. Chi affronterà con successo questo primo banco di prova, potrà poi immatricolarsi fino alla prima settimana di dicembre, mentre all’inizio di gennaio si alzerà il sipario della redazione e inizieranno i primi insegnamenti. E a chi pensa di non essere all’altezza, vale la pena ricordare che nessun giornalista nasce già pronto. È la curiosità a indicare la strada e la passione a insegnare come percorrerla. Il giornalismo aspetta le vostre voci.