Progetto

Il giornalista di InCronac@ Christian Caporaso durante l'intervista con Gian Luca Galletti e Luigi Maccaferri nello studio di Mediamorphosis (foto concessa da Mediamorphosis)

 

Come si realizza un podcast? Qual è il punto di partenza? La risposta non è soltanto tecnica, ma progettuale: serve un’idea precisa, un filo conduttore capace di tenere insieme contenuti, voci e struttura una narrativa originale.
È da qui che è partito il lavoro congiunto tra la redazione di Incronac@ e Mediamorphosis per la creazione di un podcast, che nel corso del percorso è poi diventato il prodotto finale: “Una Piazza più Grande”. Tre lezioni mirate, circa quattro ore complessive di lavoro tra teoria e pratica, per seguire tutte le fasi di costruzione di un prodotto audio, dall’idea iniziale fino alla registrazione in sala insonorizzata.
Il percorso si è aperto con una prima lezione introduttiva dedicata proprio al linguaggio del podcast e ai suoi elementi fondamentali. Sono state analizzate le varie parti che compongono una produzione audio: dal trailer, pensato per introdurre l’ascoltatore al tema centrale e catturare l’attenzione, alla copertina, fino alla struttura delle puntate e alla fase di registrazione. Un focus importante è stato dedicato anche alla parte organizzativa: come si invitano gli ospiti, come si scrivono le introduzioni delle puntate e come si preparano le domande per le interviste.
In questa prima fase, i giornalisti di Incronac@ si sono divisi in gruppi per un breve briefing creativo. L’obiettivo era trovare un’idea comune, un tema capace di unire le diverse proposte. È qui che prende forma il filo conduttore del progetto: la connessione internazionale con Bologna, poi diventata l’asse narrativo del podcast e da cui è stato scelto anche il titolo “Una Piazza più Grande”. Come compito, ogni gruppo ha successivamente lavorato alla scrittura del trailer, dell’introduzione della puntata e alla realizzazione della copertina.
La seconda lezione, invece si è divisa in due momenti. Nella prima parte è intervenuto Alessio Aymone, conduttore e giornalista di Radio Bruno, che ha raccontato alla redazione cosa significa lavorare in radio e stare dietro a un microfono. Un passaggio fondamentale è stato quello sul linguaggio: la voce nel podcast non deve essere autoritaria come in un telegiornale, ma più naturale, sciolta e colloquiale. Dopo la teoria, spazio anche alla pratica con alcune prove di lettura in saletta, per prendere confidenza con ritmo, tono e interpretazione.
La seconda parte dell’incontro è stata invece dedicata all’aspetto grafico. Con l’illustratore di Mediamorphosis Umberto Stagni sono state analizzate le copertine realizzate dai gruppi della redazione, approfondendo il ruolo del graphic design nella costruzione dell’identità di un podcast. Un passaggio che ha permesso di comprendere come anche l’immagine contribuisca a raccontare un contenuto audio e a renderlo riconoscibile.

 

L’illustratore di Mediamorphosis Umberto Stagni con InCronac@ (foto concessa da Mediamorphosis)


Il terzo appuntamento è stato quello più atteso dalla redazione: la registrazione. Divisi nuovamente in gruppi, i partecipanti sono entrati nella sala insonorizzata, con cuffie e microfoni, per registrare le proprie puntate insieme agli ospiti. Un momento pratico, ma anche emotivo, in cui teoria e preparazione hanno lasciato spazio alla voce, al ritmo e alla capacità di improvvisare dentro una struttura già costruita.
È stato il momento in cui il progetto ha preso davvero forma: voci diverse, ascolto reciproco e lavoro di squadra.
Il lavoro si è poi concluso con la fase di post-produzione, curata da Mediamorphosis, che ha montato e rifinito le puntate, dando al podcast la sua forma definitiva.
Un percorso breve ma intenso, che ha permesso alla redazione di Incronac@ di sperimentare tutte le fasi della produzione audio: dall’idea iniziale alla scrittura, dalla voce alla grafica, fino alla pubblicazione finale sui canali di ascolto come ad esempio Spotify.