teatro

Dietro le quinte della prova generale di Olympia (foto di Alberto Biondi)

Se sul palco regnano incontrastate le melodie scaturite dalla buca dell’orchestra, le voci e le movenze del coro e la sofisticata imponenza della scenografia, dietro le quinte la musica è completamente diversa. Si inizia presto con il “trucco e parrucco”. Gli attori si muovono frenetici tra un camerino e l’altro e tutte le maestranze – parrucchiere e parrucchieri, sarte e sarti, truccatrici e truccatori, stilisti e stiliste e molti altri – lavorano instancabilmente per fare in modo che sia tutto pronto e perfetto per la prima generale, il vero banco di prova per tutta la compagnia.

Ma tutto quello che si muove sopra e dietro al palco, è una macchina ben rodata e oliata. Quello che si intravede muovendosi nei labirintici corridoi del backstage è un caos organizzato e controllato. Tutti sanno cosa fare e lo fanno con estrema precisione. Ci sono gli stilisti che discutono le ultime modifiche agli abiti di scena, ogni 5 metri circa sono appese alle pareti delle tabelle con orari e nomi in modo che ognuno sappia esattamente cosa fare, quando farlo e dove farlo. Gli cantanti scherzano con i costumisti, ma nei loro occhi si vede tutta la concentrazione di chi conosce alla perfezione il proprio personaggio. I coristi provano camminando le proprie parti, non con la potenza che utilizzeranno sul palco, ma poco manca. Spostandosi nella zona del palco, anche addetti alle scene e maschere si stanno coordinando. Una volta finiti i vari briefing, possono rilassarsi in compagnia intorno all’ultima edizione della settimana enigmistica. Nella buca dell’orchestra, già due ore prima dell’inizio della prova generale ci sono musicisti che preparano gli strumenti, provano qualche passaggio e rileggono gli spartiti.

Man mano che l’orario dell’inizio della prova generale si avvicina, le maschere fanno accomodare gli spettatori, il coro si sposta sul palco, i personaggi principali si avvicinano alle quinte. È tutto perfetto, il sipario si alza, la prova generale è iniziata. E in quel silenzio carico di attesa che accoglie la prima nota, la controllata tensione accumulata nei corridoi si scioglie finalmente nella rappresentazione. Il lavoro meticoloso e invisibile delle maestranze, la disciplina degli orchestrali e il respiro dei cantanti si fondono in un’unica, vibrante visione collettiva. Mentre le luci della sala si spengono e il mondo esterno svanisce, Olympia smette di essere un cantiere frenetico per trasformarsi in puro simbolo: il trionfo dell'ordine sul caos, l’istante irripetibile in cui il teatro, con tutta la sua complessa umanità, si fa arte.

La prima mondiale di Olympia andrà in scena al Teatro Comunale Nouveau dal 15 maggio (con repliche il 17 e il 19) e nasce dal dialogo tra le musiche di Nicola Campogrande (trovate l’intervista qui) e il libretto di Pietro Bordato. Sul palco, ingegner Spallanzani (interpretato da uno Stefan Astakhov) dona la vita a Olympia (interpretata da Isidora Moles), giovane donna dal fascino magnetico e priva di imperfezioni. Eppure, dietro lo charme e l'impeccabile presenza, si cela una natura finta: Olympia è un robot governato dall’intelligenza artificiale.

A coronare il tutto, la direzione dell’orchestra è affidata a Riccardo Frizza (intervistato da Paolo Pontivi per Incronac@), la regia a Tommaso Franchin, le scene a Fabio Carpene, i costumi a Giovanna Fiorentini e le luci a Manuel Garzetta.