Alma Mater
L'entrata di Palazzo Poggi, sede dell'Università di Bologna (foto Ansa)
Oggi 21 aprile i lavoratori della Bologna University Press (Bup), casa editrice dell’Alma Mater, scioperano per l’intera giornata su iniziativa della Slc Cgil Bologna. Al centro della protesta il piano di risanamento presentato lo scorso 16 aprile, che prevede tagli al personale (quattro licenziamenti su dieci dipendenti), una profonda riorganizzazione e un significativo intervento economico da parte dell’ateneo.
Secondo il sindacato, come si legge in un comunicato diffuso in mattinata, non si tratta di un reale progetto di rilancio ma di uno «smantellamento progressivo e inesorabile della casa editrice». Il piano prevede due licenziamenti già a maggio 2026 e altri due a gennaio 2027, con la possibilità di ulteriori riduzioni in base all’andamento dei ricavi. Non sono inoltre previsti ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione. Si punta invece – denuncia la Slc Cgil – «sull'esternalizzazioni di parte del lavoro della redazione, sulla terziarizzazione del magazzino già dai prossimi mesi e su piani previsionali di belle speranze».
Il sindacato ritiene che ci sia ancora spazio per «un dialogo a più voci», invitando l’ateneo ad assumersi le proprie responsabilità nella costruzione di «un autentico progetto di casa editrice universitaria 100% Unibo, per la libertà della cultura e per il diritto allo studio», pur avvertendo che «il tempo stringe».
Da parte sua, in una nota, l'ateneo sottolinea che il piano, «votato all’unanimità dal Cda», si inserisce in un quadro di «oggettiva difficoltà economica» della casa editrice, che, operando come soggetto privato, non può ricevere trasferimenti diretti e continuativi dall’ente pubblico. Precisa inoltre che la riorganizzazione non è legata «a ipotesi di sostituzione delle attività editoriali con strumenti di intelligenza artificiale», ribadendo che il lavoro umano resta «essenziale».
L’intervento, si legge, punta a «un equilibrio tra costi e ricavi» per garantire la sopravvivenza stessa della Bup, i cui servizi in passato erano stati giudicati «troppo costosi» dagli stessi dipartimenti.
Il piano, relativo al triennio 2026-2028, punta a una drastica riduzione dei costi, in particolare di quelli del personale. L’organico passerebbe da dieci a sei dipendenti, con una struttura definita “leggera”. Parallelamente, diverse attività verrebbero esternalizzate, tra cui la logistica (affidata all’editore Patron) e parte della produzione editoriale. Sul piano economico, l’Università dovrebbe intervenire con circa 689mila euro per coprire le perdite e garantire la continuità aziendale, con un possibile ulteriore stanziamento di 277mila euro per imprevisti o costi legati agli esuberi.