graffiti
Daniele Corticelli (foto concessa dall'interessato)
«Con l'amministrazione Guazzaloca ci eravamo occupati di pulire la città dai graffiti agendo soprattutto in due modi. Da un lato c'era il coinvolgimento della cittadinanza e dall'altro la polizia municipale veniva affiancata per aiutare a identificare i responsabili in maniera efficace. Bene che Lepore si sia ricordato di questo tema ma è evidente che il tempismo sia dettato dalle scadenze elettorali e finora non è stato fatto nulla».
Daniele Corticelli, consigliere comunale di Bologna dal 1998 al 2010 e sostenitore della lista civica La Tua Bologna, commenta il nuovo piano del sindaco Matteo Lepore per la riqualificazione del centro città ricordando l'esperienza di Giorgio Guazzaloca a Palazzo d'Accursio. Se anche l'attuale amministrazione comunale rivendica l'utilizzo di patti di collaborazione con gruppi di cittadini e aziende per rimuovere scritte e tag dai palazzi della città, Corticelli ricorda l'importanza di adottare una linea dura contro gli autori dei graffiti. «Una parte della nostra risposta ai writer si concentrava sulla loro identificazione, così da poter emettere delle sanzioni amministrative e individuare il danno che veniva fatto. Riuscivamo a farlo incrociando i filmati delle telecamere con delle analisi sulle immagini che trovavamo online. Si potrebbe fare anche ora, i mezzi c'erano e ci sono anche oggi. Perché se a nessuno succede mai niente, vuol dire che è consentito scrivere sui muri, e non deve passare questo messaggio».
Secondo Corticelli, l'iniziativa di Lepore è meritoria ma tardiva; oltre che pianificare nuovi interventi per la pulizia delle strade è necessario che l'azione delle autorità cittadine si concentri sulle sanzioni. Per l'ex consigliere comunale gli interventi messi in campo dal 2022 non sarebbero stati sufficienti a impedire che fra i portici del centro aumentasse il degrado sia per via dei graffiti che della sporcizia. «È un brutto biglietto da visita anche per i tanti turisti che arrivano nella Dotta. La stragrande maggioranza dei graffiti sono degli scarabocchi senza alcun valore artistico. Si genera anche un problema di percezione di sicurezza, se giro in una strada sporca non ho una buona impressione della città».