mobilità
La segnaletica stradale con il limite dei 30 all'ora a Bologna (foto Ansa)
Da lunedì ritorna il limite di trenta chilometri orari nelle strade del centro. La documentazione presentata dal Comune con l'analisi della viabilità per ogni via compresa nel perimetro di Bologna Città30 prova a rispondere alla pronuncia del Tar dello scorso 20 gennaio, che aveva determinato la sospensione del provvedimento. Il Tribunale amministrativo aveva criticato Palazzo d'Accursio per avere applicato la norma a quasi tutta la città senza analizzare le strade singolarmente, mettendo in discussione non tanto il merito quanto la modalità con cui erano stati introdotti i limiti.
Città30 torna pienamente in vigore e la segnaletica stradale torna a delimitare le sue zone di applicazione. Per i tre mesi durante i quali il provvedimento è stato sospeso i cartelli e i bolli che segnalano la velocità massima erano rimasti al loro posto fra le vie del centro, da lunedì segnaleranno ancora i limiti in vigore nelle strade della Dotta senza modifiche rispetto al perimetro precedente: i trenta all'ora saranno la velocità massima consentita su 258 chilometri della rete viaria bolognese, circa il 70% del totale.
Come raccontato dall'assessore alla viabilità Michele Campaniello lo scorso 18 marzo, durante la presentazione del nuovo piano per la viabilità, la mappa dei limiti ricalcherà quella in vigore prima del 20 gennaio, e riguarderà «tutte le strade escluse quelle primarie e tutte quelle che già prevedevano un limite di velocità». Secondo le dichiarazioni di Campaniello la riattivazione di Città30 «non è una scelta ideologica ma un atto amministrativo e tecnico, che, valutando strada per strada, risponde puntualmente sia alla direttiva del Ministero dei trasporti che alle indicazioni del Tar». Non è dello stesso avviso Stefano Cavedagna, eurodeputato bolognese di Fratelli d'Italia, secondo cui non sarebbe da escludere la possibilità di nuovi ricorsi contro il ritorno di Città30, giustificati, a suo dire, dalla fretta e dalla mancanza di oggettività con cui sarebbe stata prodotta la documentazione del Comune. «Io ho guardato le giustificazioni al limite strada per strada per il quartiere Barca – il commento di Cavedagna in un'intervista a Incronac@ dello scorso 31 marzo - e molte sembrano copiate e incollate. Vie in cui negli ultimi otto anni ci sono stati zero morti, zero feriti e zero incidenti che vengono limitate ai 30 orari senza un reale pericolo e dunque per un motivo puramente ideologico. Il ragionamento sembra essere stato: “Il tribunale ci chiede la documentazione? E noi la produciamo, ma solo per far rimanere la scelta politica intatta”. Così non si rispetta l’articolo 142 del codice della strada».