Elezioni

Matteo Di Benedetto in conferenza stampa con i primi aderenti a "La Svolta" (foto Dire) 

 

Arriva dal consigliere della Lega Matteo Di Benedetto una nuova proposta politica per le elezioni comunali del 2027, mentre la sinistra fa quadrato intorno a Matteo Lepore e rilancia il tesseramento, il civico Forchielli si appoggia al collega Favia e il centrodestra prepara il programma prima di pensare al nome.

«Si chiama “La Svolta” - spiega l’esponente del Carroccio - e sarà un laboratorio senza simboli di partito, che possa pensare anche al di fuori dei confini tradizionali della destra. Non è una lista né una forza politica, ma uno spazio dove possa esprimersi tutta la società civile». Ci sono tanti candidati ma poche proposte concrete secondo il leghista, che vuole cambiare le cose coinvolgendo gli scontenti dell’amministrazione Lepore in dieci tavoli tematici: sicurezza urbana e legalità, mobilità e infrastrutture, casa e urbanistica, ambiente, economia urbana, commercio e lavoro, welfare, sanità territoriale e fragilità, famiglia, giovani e scuola, disabilità e città accessibile, cultura, amministrazione e macchina comunale. L’obiettivo è mettere nero su bianco una serie di idee per il futuro da presentare ai candidati e agli elettori Per Di Benedetto infatti bisogna «andare oltre il “non Lepore”, con un progetto ambizioso che convinca anche chi è di centrosinistra e vuole qualcosa di diverso per la propria città». 

In un momento in cui la città è attraversata da forti tensioni, ultima in ordine cronologico il corteo MuBasta di domenica con imbrattamenti e cori in cui si augurava la morte a Lepore, “La Svolta” vuole rivolgersi alla parte di società non ideologizzata ed è disposta a confrontarsi senza etichette.

Nessuno strappo neanche con la Lega e con il resto della coalizione di centrodestra. «Ho avvisato tutti di questo progetto e non c’è stato nessun tipo di problema o obiezione, anzi è stato apprezzato il nuovo modello partecipativo. Il centrodestra farà il suo percorso verso le lezioni», ha rassicurato il consigliere.

Il laboratorio può già dalla nascita vantare nomi di rilievo. Ne fanno parte Aldo Zechini D'Aulerio, già consigliere comunale per Forza Italia e docente di Agraria, e Maurizio Agostini, ex presidente di Atc (Azienda trasporti consorziali), critico del tram: «Un macigno che distruggerà la logica fondante del trasporto pubblico bolognese, che dagli anni '60 è un trasporto passante di tipo diametrale». Insieme anche Ugo Lenzi, fondatore di “Progetta Bologna”, che invita a «resistere alla pancia e a usare il cervello, le questioni che riguardano le nostre vite non sono né di destra né di sinistra». Aderiscono poi Stefano Pedrelli, ex dirigente del Bologna, Mario Barbuto, presidente dell'Unione italiana ciechi, Elisabetta Brunelli, consigliera con l'amministrazione del sindaco Giorgio Guazzaloca e presidente di Ape-Confedilizia Bologna, Caterina Grechi, ex segretaria generale del Comune e i consiglieri di Quartiere leghisti Victoria Sinardi Brunello, Vincenzo Menna e Valeria Gamberini.