Il Quindici
Renato Zero (Foto Renatozerotour.com)
Sono un esercito. I diciassettemila sorcini che hanno riempito ogni settore dell’Unipol Arena per la tappa bolognese del nuovo tour di Renato Zero. “L’ora Zero” che scocca alle 21 in punto, tre ore e fischia di show, più di quaranta brani in scaletta. Una carriera ultrasessantennale condensata in uno spettacolo che alterna brani celebri a nuove composizioni che non ci pensano neanche un istante a perdere quella vena artistica, quell’ispirazione così cara al giovane del Piper Club che di strada ne ha fatta. Eccome. Un ennesimo riscatto, un nuovo debutto ogni volta, tra le note d’apertura di “No mamma no!”, brano del 1973 che silenziosamente iniziò a illuminare quello strano ragazzo della Montagnola (quella romana), guardato con sospetto dai benpensanti e dai colleghi cantautori impegnati politicamente. E poi un lungo e inarrestabile flusso di canzoni, l’imperdibile medley con “Potrebbe essere Dio”, “Più su”, “Amico”, “Il Cielo”, quei “Migliori anni della nostra vita” ancora lì ad aspettare il momento di tradursi in realtà, liberi dal pregiudizio, dal politicamente corretto, dall’ipocrisia dell’imperante moralismo. E le parole, i discorsi rivolti al pubblico in delirio, Zero che veste perfettamente i panni del santone, del padre, del figlio, del sacerdote, della puttana. Si spoglia del kitsch e indossa un abito blu di Giorgio Armani per la prima parte e uno nero per la seconda, accenna qualche passo di quella danza che gli scorre ancora nelle vene, a settantacinque anni suonati. Che diventano di nuovo venti sulle note di “Madame”, di “Triangolo”, di “Mi vendo”. Le luci si spengono con un brano inedito, “Resta con me”, dedicato alla mamma Ada. E il cerchio si chiude davvero, ci si riappacifica finalmente con i propri scheletri nell’armadio, ci si lascia alle spalle tutto ciò che poco conta, ci si commuove e ci si dà appuntamento alla prossima volta e quel “Non dimenticatemi eh…” diventa un manifesto. Irrinunciabile.
La recensione è tratta dal n. 17 di “Quindici” del 9 aprile 2026