Emergenza Casa
Al centro, Alberto Zanni di Confabitare e Beatrice Rubini di Crif all'Osservatorio Affitti 2025 (foto di Edoardo Cassanelli)
A Bologna nel 2025 il canone di affitto è aumentato del 3%, sugli 840 euro mensili per i contratti stipulati o rinnovati nel 2024, questo secondo le ultime analisi disponibili. Un dato leggermente in ribasso se si guarda alla media nazionale, fissata al 3,5%, un peso ulteriore sul bilancio delle famiglie italiane. Questo è il quadro generale del mercato immobiliare nel Paese e in special modo nel capoluogo, emerso dal rapporto dell’Osservatorio Affitti 2025, della società di intelligence di mercato Nomisma in collaborazione con Confabitare (l’associazione dei proprietari immobiliari).
La ricerca è stata condotta per conto di Crif, azienda bolognese di spessore globale nel campo dei sistemi di informazione sui crediti bancari. È un quadro che rende evidente dunque il rapporto difficile fra la domanda, piuttosto forte, e l’offerta, al contrario scarsa. Una scarsità legata in particolare al numero di abitazioni inutilizzate, che a Bologna ammontano a circa 8mila. Altri motivi di scontro tra domanda e offerta in città sono la paura di multe (8%), il ritardo nei pagamenti (28%) e il rischio di danni agli immobili. Il tutto rispecchia in maniera chiara la mancata fiducia tra inquilini, già restii a causa dei prezzi troppo alti, e proprietari, i quali sono più propensi a non affittare per le motivazioni dette. Da qui il freno economico, come specifica e ribadisce Beatrice Rubini, executive director di Crif. «Il mercato degli affitti vive una forte criticità, nel senso che abbiamo un’offerta che non riesce a coprire la domanda, senza contare il trend, dal lato prezzi, di un progressivo rincaro. Perché questa poca fluidità? Perché c’è una quota di immobili che non viene immessa nel mercato, ci sono dei timori da parte dei proprietari, poiché si perde la disponibilità di un bene e si può andare incontro a dei rischi». È della stessa opinione Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare e candidato sindaco: «La situazione è stazionaria rispetto all’anno scorso, sia per l’andamento del mercato, il numero delle compravendite, gli immobili in affitto, gli immobili sfitti e le tendenze di chi possiede un’abitazione. Gli escamotage a queste problematiche sono vari, tra cui un’iniziativa della nostra Coopabitare, grazie alla quale in un anno abbiamo già più di venti appartamenti che sono stati intercettati dal mercato degli appartamenti sfitti e messi nelle locazioni. Tanti altri devono ancora entrare nel circuito», dichiara Zanni.
Non è un caso infatti che il 43% dei locatori a Bologna vorrebbe sfruttare un certificato che attesta l’affidabilità degli inquilini, così da stare più tranquilli. Il restante 57% preferirebbe monitorare periodicamente lo stato di tenuta del bene. Per cercare di ovviare a questa serie di scogli, Crif ha optato per un servizio chiamato “Affittabile”, consistente appunto in un certificato che permette agli inquilini di dimostrare di essere affidabili sul versante pagamenti, suggerendo persino il canone sostenibile in base agli stipendi percepiti.