il quindici
Simon incontra il Signore delle mosche
«Ogni gruppo di persone è intrinsecamente simile a ogni altro, e l’unico nemico dell’uomo è dentro di lui». Il pensiero dello scrittore britannico Nobel per la letteratura William Golding trasuda dal suo libro del 1954, “Il signore delle mosche”, e non è stato tradito dai testi di Jack Thorne e dalla regia di Marc Munden, autori dell’omonima serie tv disponibile su Sky e Now. Un aereo precipita su un’isola tropicale disabitata e i soli superstiti sono ragazzini. Subito il gruppo forma una replica della società da cui sono stati strappati, con un capo, dei compiti, momenti di politica in cui si discute dei problemi e come risolverli. Ma la copia è fin troppo fedele all’originale e presto irrazionalità, paure, istinti porteranno a una spirale di violenza e tribalismo in cui la sola legge è quella del più forte. I più piccoli bisbigliano di una bestia, “una cosa che striscia” che popola l’isola e i loro incubi. Soprattutto gli incubi, perché per Golding come per Goya è il sonno della ragione a generare i mostri e non viceversa. La realtà è che non ci sono bestie, se non quelle a due zampe armate di lancia. Se ne renderà conto solo Simon, il più sensibile del gruppo, in un delirante dialogo con il terribile Signore delle mosche.
Thorne rimane in gran parte fedele alla storia e ai dialoghi originali, essenziali ma carichi di significati, aggiungendo o togliendo qui e là, mentre Munden mette in scena una regia evocativa, muovendo la camera nella giungla e sulle spiagge come se inseguisse i suoi attori o li spiasse da un nascondiglio. Ne esce un racconto che dopo oltre 70 anni rimane estremamente attuale; quanti leader mondiali sono come Jack, arrogante e irresponsabile capitano del coro sempre alla ricerca di un capro (o di un maiale) espiatorio per le sue mancanze? Per quanti le regole condivise, il diritto, non sono che un fastidioso ostacolo rispetto ai propri interessi? Andarsene dall’isola significa davvero salvarsi, se il ronzio della mosca viene da dentro di noi?
Originariamente pubblicato sul Quindici n.16 del 26 marzo 2026.