Fondi UE
L'immagine è stata realizzata dall'Intelligenza Artificiale (foto Gemini)
Sulla carta, dati alla mano, le risorse stanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in Regione ammontavano a 8,33 miliardi di euro, con 22.693 progetti in cantiere, con un valore medio di più di 600 milioni, e 1.323 soggetti attuatori. Accanto al positivo rendiconto di bilancio del Comune di Bologna, sempre dati alla mano, nella corsa all’ultimo miglio del Pnrr, prorogato fino al 31 dicembre 2026, è tempo di tirare le somme sui risultati concreti ottenuti, sulle cose (tante) ancora da fare e su quello che ci si troverà di fronte alla scadenza tanto temuta del Piano.
Al primo posto, per risorse impiegate nell’intero territorio regionale si piazza la Rivoluzione verde e la transizione ecologica, con quasi cinque miliardi stanziati e 9.270 progetti, seguita dalla macro area dell’Istruzione e della ricerca, con quasi due miliardi di fondi resi disponibili e 6.286 progetti e dalla Digitalizzazione, innovazione e competitività, con 990 milioni e 4.674 interventi.
Nell’ambito complessivo dei dati, aggiornati a febbraio 2026, in Regione sono stati avviati o conclusi 1.280 cantieri, il 62% del totale previsto, con 1.9 miliardi già versati alle imprese coinvolte nei progetti e il 33% degli interventi arrivati alla fase di collaudo e di verifica. La corsa al 31 dicembre 2026 coinvolgerà 782 cantieri che devono ancora essere attivati e che riguardano progetti sotto la soglia critica del milione di euro, con lavori di bassa o media entità e con la conseguente possibilità di iniziare i lavori e di ultimarli entro la data limite del 31 dicembre dell’anno in corso. In ogni caso, sempre in termini percentuali, le risorse del Pnrr, per il 25,8% si collegano a progetti completati in ogni loro fase, mentre il 68% dei fondi totali è ancora impiegato per Missioni in fase di attuazione. Semaforo verde e risultati positivi per una delle Missioni centrali in Regione, quella che gravita attorno al sistema sanitario, che registra la performance migliore con il 54,5% delle risorse che convergono su progetti già conclusi. L’impegno più gravoso, al di là del numero dei progetti peraltro esiguo rispetto ad altri settori, riguarda i lavori pubblici che hanno impegnato la metà delle risorse disponibili (4,79 miliardi), con una capacità in Regione superiore alla media nazionale e con il 31% dei fondi associati a opere già concluse (la media nazionale è pari al 25%). In questo settore sono rientrati gli interventi su infrastrutture di trasporto e mobilità, opere idrauliche e difesa del suolo, interventi su reti e infrastrutture energetiche ed impiantistiche, progetti riguardanti l’edilizia scolastica e sportiva, altre opere pubbliche di comunità e di rigenerazione urbana.
Scendendo nel dettaglio dei progetti avviati e conclusi e prendendo come riferimento le singole Missioni, accanto alla Digitalizzazione e all’innovazione, con il 64% dei progetti conclusi, resta nettamente indietro la Rivoluzione verde, con solo il 3,6% degli interventi portati a termine e l’87,1% ancora in corso di realizzazione. Un po’ meglio il settore Infrastrutture per una mobilità sostenibile, con il 16,7% di opere concluse. Risultati nettamente più positivi per il settore Istruzione e ricerca con il 48% degli interventi che hanno raggiunto il taglio del nastro e ancora meglio l’area Salute che raggiunge il record del 70,6%
Nel quadro complessivo degli interventi, comunque, merita attenzione il settore Istruzione, formazione e mercato del lavoro, che raggiunge la soglia dei 798 progetti finanziati e 407,9 milioni di euro di risorse impiegate. È un settore delicato che comprende il rafforzamento dei sistemi educativi, formativi e delle politiche attive del lavoro, inclusi i progetti di edilizia scolastica, il potenziamento delle infrastrutture educative, gli interventi per l’innovazione didattica, i programmi di formazione e riqualificazione delle competenze, le iniziative di supporto all’occupazione e all’inserimento lavorativo.
Parimenti centrale è la Missione che comprende le attività produttive e i servizi alle imprese con 1.422 progetti totali volti a rafforzare le infrastrutture materiali e le dotazioni a supporto delle attività economiche e della ricerca, incluse quelle a finalità sociale. Rientrano nella categoria la realizzazione o l’ammodernamento di impianti produttivi, laboratori, spazi per la ricerca e l’innovazione, strutture a supporto dell’impresa sociale e dell’economia sociale con piani per stimolare la competitività, la crescita e l’innovazione delle imprese con servizi di accompagnamento, consulenza, supporto all’innovazione, all’internazionalizzazione e alla transizione digitale ed ecologica.
Chiudendo la rassegna di numeri, è piuttosto ovvio che in termini di quantità di progetti il dato più rilevante riguardi la Città metropolitana di Bologna, che comprende 5.034 interventi programmati, pari al 22,2% del totale regionale. A seguire Modena, con 3.315 progetti, Parma, con 2.514, Reggio Emilia, con 2.481 e Forlì-Cesena, con 2.252 progetti.
Sul podio, per quanto riguarda la distribuzione delle risorse Pnrr, sempre la città metropolitana di Bologna con 2.896,3 milioni di euro, pari al 28,8% del totale regionale, seguita da Modena (1.163,9 milioni) e Ferrara che con 1.062,5 milioni è impiegata in un minor numero di interventi ma mediamente più ingenti dal lato delle risorse impiegate.