l'intervista

(foto di Federica Cecchi)

 

Stefano Cavedagna, intervistato da InCronac@, non conferma e non smentisce la possibilità che sia il suo il nome che la destra opporrà a Matteo Lepore nelle prossime elezioni comunali. «Il candidato migliore è quello che vince, chiunque esso sia» ha risposto, non volendosi sbilanciare. La precedenza per l’eurodeputato di Fratelli d’Italia va data ai programmi e alla formazione della squadra che gestirà la campagna elettorale.

Un presupposto però è fermo: Bologna è contendibile. Il recente referendum giustizia, che in città ha registrato un netto 70% di “no” alla riforma del governo Meloni, per l’eurodeputato non è rappresentativo: «Ogni votazione fa fede a sé, ciò che si vota in un referendum nazionale non si traduce necessariamente in una preferenza politica locale, soprattutto sul sindaco».  E aggiunge che «a Bologna la partita è aperta. Ci saranno tanti cittadini che hanno votato Lepore la scorsa volta che non lo rivoteranno, delusi dal suo modo di amministrare. Imporre le scelte senza confrontarsi e poi forzare le contestazioni procedendo a testa bassa. Rifiutandosi inoltre di usare strumenti a sua disposizioni per rispondere ai tanti problemi che ci sono». 

Anche sui candidati civici che si sono fatti avanti finora - Alberto Forchielli, Alberto Zanni e Giovanni Favia - nessuna certezza: «Il quadro non è ancora chiaro e le valutazioni sui singoli mi sembrano premature. Sicuramente alcuni hanno già chiarito parte delle loro posizioni e hanno dimostrato affetto per la città con il loro impegno pubblico».