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Villa Talon, ad Argelato (foto concessa dal Fai)

 

Una gita fuori porta (o fuori le mura) è sempre una buona idea, a maggior ragione se il fine settimana prescelto è quello delle Giornate del Fai, quando si schiudono al pubblico le porte di chiese, palazzi storici e biblioteche, di solito appannaggio di fini restauratori e studenti dell’Accademia di Belle Arti. Così il 21 e il 22 marzo appassionati d’architettura e curiosi possono organizzarsi per scoprire i tesori di Budrio, Argelato, San Giovanni in Persiceto e Imola.

Basta mezz’ora per raggiungere la prima fermata dell’itinerario, ossia Bagnarola di Budrio dov’è possibile visitare uno dei luoghi più ambiti dalla nobilità per trascorrere la propria villeggiatura, Villa Ranuzzi Cospi. A una delle tante ricorrenze organizzate all’interno delle sue sale, si dice abbia partecipato anche la principessa Caterina d’Este. È tutt’ora possibile rivivere la magia dell’epoca grazie al ballo organizzato nel sito il 21 marzo alle 21; chi alla pista preferisse l’ascolto può partecipare al concerto barocco previsto il 22 marzo alle 18. Per prenotarsi basta andare sul sito del Fai.

Questione di pochi minuti e si arriva anche a Budrio, dove svetta Palazzo Bentivoglio Odorici, che al momento della sua realizzazione era una vera e propria roccaforte fino all’avvento di Pietro Antonio Odorici, tesoriere di Papa Benedetto XIV. L’abate romagnolo ne arricchì gli interni con stucchi e pitture e vi aggiunse un edificio a ferro di cavallo, destinato a ospitare una vivace fiera-mercato. Il maniero non si può girare in lungo e in largo, perché molti appartamenti sono privati però si possono organizzare visite di gruppo (massimo dieci persone) prenotandosi con anticipo.

Ad Argelato, in un parco monumentale di oltre dieci ettari, sorge Villa Talon, la cui bellezza è frutto dei rimaneggiamenti del Cinquecento, quando vennero aggiunti imponenti affreschi dalle famiglie bolognesi che ebbero la fortuna di averla come residenza. Ancora oggi è piacevole passeggiare per gli spazi circostanti, arricchiti da alberi secolari. Chi lo desidera, può passare la propria domenica qui dopo aver sottoscritto l’iscrizione all'Associazione.

Gli amanti delle lunghe camminate possono raggiungere San Giovanni in Persiceto per una visita a Palazzo Bonfiglioli sia il 21 sia il 22 marzo. Immersa tra colorati ippocastani, la residenza nobiliare conserva il suo fascino grazie ai soffitti riccamente decorati.

A Imola l’offerta si fa varia (e variegata); ci vogliono quaranta minuti per raggiungere la patria dell’Albana, vitigno autoctono e primo bianco italiano a ottenere la Docg nel 1987. Si può assaggiare un calice del vivace vino all’Enoteca Mattei, in via Daniele Manin, oppure all’indirizzo “Le Lune”, in via Ugo la Malfa. Si può allora proseguire la visita culturale a Cidra (Centro imolese di documentazione sulla Resistenza antifascista), dove ripercorrere una delle pagine di storia necessarie per il nostro Paese, grazie alla testimonianza offerta da oggetti di uso comune e inerenti all’attività partigiana.

Sacro e profano insieme, invece, si possono ammirare all’ex Chiesa della Santissima Annunziata che sorge a pochi passi di distanza. Nata come monastero delle cappuccine di Santa Chiara, solo in seguito venne consacrata all’Annunciazione della Beata Vergine. Oggi il complesso si presta a esposizioni e mostre temporanee e, solo durante il fine settimana, vi si potranno incontrare i Canterini e Danzerini Romagnoli “Turibio Baruzzi” per scoprire il folklore e la tradizione popolare romagnola.

Lungo la via Emilia si trova la Chiesa di San Giacomo Maggiore del Carmine, un gioiello del Settecento imolese che sorge su un insediamento carmelitano molto più antico, risalente al XIV secolo. L’attuale struttura è frutto di una ricostruzione iniziata nel 1720 su progetto dell’architetto Domenico Trifogli, che scelse di non demolire interamente l’edificio precedente ma di integrarlo nel nuovo impianto a navata unica. Chi avesse raggiunto il comune insieme all’intera famiglia non può mancare di visitare una collezione unica di burattini, marionette e teatrini visitabile previa prenotazione.

L’ultima tappa del viaggio nei dintorni bolognesi è a Palazzo Dal Monte Casoni che (pure) arricchisce la via Emilia. La sua eleganza è ravvisabile nel portale centrale che conduce gli ospiti in un ampio cortile interno; realizzato principalmente in stile tardo-barocco bolognese, il fore all’occhiello dell’intera struttura è forse lo Scalone d’Onore, ornato da decorazioni in stucco. Risalirlo fa tornare indietro nel tempo.