mobilità
Il limite di velocità (foto Ansa)
Città30 ritorna. Il Comune di Bologna ha, infatti, approvato il nuovo Piano particolareggiato in materia di gestione delle velocità su strada. Nella sostanza, Città30 sarà di nuovo in vigore su tutte le zone previste dal piano originale, quindi “tutte le strade escluse quelle primarie e tutte quelle vie che già prevedevano un limite di velocità”, come si legge nella nota emanata da Palazzo D’Accursio, che quindi esclude principalmente i viali di circonvallazione. Sempre da palazzo D’Accursio avvisano che nei prossimi giorni “saranno emanate dal settore Mobilità sostenibile le ordinanze attuative, affinché nelle prossime settimane si adegui la segnaletica e si fornisca la necessaria informazione alla cittadinanza", partendo dal 20 aprile.
Michele Campaniello, assessore alla Mobilità, ha definito Bologna «capofila nella tutela della sicurezza stradale e delle vite umane. Non stiamo parlando di una scelta ideologica, ma di un atto amministrativo e tecnico, che, valutando strada per strada, risponde puntualmente sia alla direttiva del Ministero dei Trasporti che alle indicazioni del Tar». A livello politico per l’amministrazione si tratta di una risposta netta alle dure critiche della destra, che aveva cavalcato il ricorso, accolto dal Tar, di due tassisti.
La differenza sarà quindi solo a livello giuridico. Il Comune ha prodotto la documentazione richiesta sulla base della direttiva del Ministero dei trasporti dell’1 febbraio 2024, per rendere di nuovo legale il provvedimento emanato nel 2024 che aveva reso Bologna una delle prime Città30 in Italia. Per ogni strada è stata fornita un’analisi tecnica dettagliata per giustificare il cambio da 50 a 30 km orari del limite di velocità, fornendo anche i tassi di incidentalità 2018-2024 e gli obiettivi di miglioramento da perseguire entro il 2030.
Ora si tratterà di capire quando il Comune ha intenzione di iniziare la seconda fase di Città30, come spiegato da Campaniello: «Daremo il via alla fase due della Città 30, con interventi diffusi con l'inserimento di elementi che inducono a rallentare in particolare in corrispondenza di intersezioni o attraversamenti. L’obiettivo è “zero vittime”».