Cinema

Da sinistra verso destra, la produttrice bolognese Valentina Merli, unica italiana vincitrice dell'Oscar 2026 (foto Ansa)

 

Il weekend bolognese è un trionfo dopo l’altro. Valentina Merli conquista il premio Oscar per il Miglior cortometraggio di finzione per “Two People Exchanging Saliva”. Ma la produttrice non è stata l’unica rappresentante della città a portare in alto il suo nome. Sul fronte sportivo Kimi Antonelli diventa il secondo pilota più giovane a 19 anni ad aver vinto un Gp di Formula Uno, riportando l’Italia sul primo gradino del podio come non succedeva da 20 anni. Due vittorie illustri nel nome di Bologna che proiettano la città sul tetto del mondo.

Cofondatrice della casa di produzione Misia Films, Valentina Merli muove i primi passi nel mondo del cinema proprio sotto le Due Torri, al Lumière. Prima però la laurea in Giurisprudenza, poi arriva l’esperienza formativa nella capitale, prima del trasferimento definitivo a Parigi nel 1999, dove vive ancora oggi con la sua famiglia. “Two People Exchanging Saliva” è stato girato in parte proprio in quella che lei considera la sua seconda casa. Si tratta di un cortometraggio di poco più di trenta minuti che ha già fatto il giro dei festival mondiali. L’opera breve racconta la storia d’amore clandestina tra Angine e Malaise ed è stata girata qualche anno fa interamente in bianco e nero. Nonostante la distanza, però, la produttrice non ha mai reciso il legame con la sua città d'origine, che resta il punto di partenza della sua carriera cinematografica e della sua identità culturale.

A ritirare l’ambita statuetta sono stati Alexandre Singh e Natalie Musteata, che durante il loro breve intervento hanno voluto rimarcare il valore e il messaggio del corto: «Questo film è un invito a riscoprire l’intimità in un mondo che diventa ogni giorno più freddo. Grazie per aver premiato un film strano e queer». La proclamazione è arrivata verso l’una di notte italiana.