Esposizioni
La locandina della mostra a Palazzo Fava
È conosciuto in tutto il mondo per le sue opere, che appaiono quasi in modo misterioso sui muri nei luoghi più disparati. Per anni si è speculato su chi fosse il più celebre street artist del pianeta, fino a poco tempo fa ignoto al pubblico. L’identità di Banksy è da poco stata svelata, grazie a un’inchiesta dell’agenzia di stampa Reuters. Si tratterebbe di Robin Gunningham, nato a Bristol nel 1973. Al di là di chi sia veramente, il writer riscuote sempre grande successo. Tanto che Bologna lo celebra con una mostra, dal 27 marzo a Palazzo Fava, dal titolo “Banksy Archive 01 – The School of Bristol 1983–2005”, che riparte dalle origini dell’autore di opere celebri come “Girl with baloon” e “Love is in the air”.
E proprio sulle origini, l'agenzia Reuters si è soffermata nelle sue ricerche. I giornalisti Simon Gardner, James Pearson e Blake Morrison in un reportage "In Search of Banksy" hanno scoperto anche che Robin Gunningham, all’anagrafe, sarebbe David Jones, non solo uno degli appellativi più comuni in Inghilterra, ma anche il vero nome di David Bowie. A smentire questa ricostruzione sono i legali di Banksy, che hanno invocato la necessità dell’artista di rimanere nell’anonimato, per non subire censure e ritorsioni per quella che è un’attività spesso illegale.
L'esposizione sarà un’occasione, inoltre, per riscoprire le radici dell’artista con uno sguardo diverso rispetto al passato. Non è un mistero, infatti, che la “scuola di Bristol” sia stata molto influente nella formazione di Robin Gunningham. Tom “Inkie” Bingle, Felix “Flx” baun, Kyron “Soker” e Nick Walker sono solo alcune delle figure che hanno plasmato lo stile e le opere di Banksy, spesso definite come “post-graffiti” o “guerilla art”. La figura che sicuramente accompagnerà il visitatore per tutta la mostra è quella di Robert Del Naja, in arte 3D. Frontman dei “Massive Attack”, prima dell’inchiesta di Reuters, era tra i principali indiziati a essere Banksy, anche per la sua presenza in Ucraina quando sono stati scoperti a Kiev i murales raffiguranti una ginnasta in equilibrio e un bambino che lancia a terra un adulto. Secondo Reuters invece, Robert De Naja era in compagnia di un'altra persona, identificata come Banksy.
La rassegna, curata da Stefano Antonelli e Gianluca Marziani, riunisce oltre 300 opere, documenti originali e materiali d’archivio per ricostruire e capire la corrente artistica che negli anni ’90 ha influenzato il più famoso graffitaro del mondo.
La mostra sarà visitabile a partire dal 27 marzo e sarà aperta da martedì a domenica, mentre la chiusura è prevista per il 2 agosto. Il biglietto d’ingresso costa 15 euro.