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Diversi set di dadi usati nel gioco di ruolo Dungeons & Dragons (foto di Alessandro Fratini)
Come prende vita una storia? Senza dubbio grazie a un autore ispirato, a dei personaggi memorabili, e a una trama avvolgente. Ma oggi come oggi? Serve anche un pubblico che sappia cogliere la passione dell’autore e amplificarla, mantenere in vita l’opera e tramandarne i messaggi. Le fanbase moderne non si limitano solo a consumare un prodotto mediale, ma lo amplificano, e rendono memorabili intere saghe nonostante il passaggio degli anni.
Il Nerd Show Bologna è solo l’ultima dimostrazione di questo fenomeno: più di 45.000 appassionati e 350 espositori hanno animato i padiglioni del quartiere Fiera il 23 e 24 gennaio. Bancarelle, eventi e aree tematiche sono state prese d’assalto da ogni tipo di appassionato, dal bambino che va pazzo per gli anime al veterano che cerca giochi da tavolo semisconosciuti. All’entrata, ad accogliere il pubblico, c’erano file di chioschi con gli scaffali pieni di merchandise e memorabilia, che attraversavano quarant’anni di industria culturale.
Il fumetto, sia orientale che occidentale, è il primo protagonista: innumerevoli i manga, e i poster dedicati agli intramontabili Evangelion e Akira, e ai più recenti ma non meno importanti One Piece, Death Note, Attack on Titan, My Hero Academia e Demon Slayer. Così come i modellini super dettagliati di Gundam e Daitarn 3, che vanno dai dieci a trenta centimetri d’altezza e richiedono ore di lavoro per essere assemblati. Il mondo nipponico convive senza spazio togliere alla ricchissima cultura americana, con Marvel e Dc Comics in tutte le loro salse, cartacee e filmografiche, ma anche le recenti serie d’animazione targate Prime Video come Hazbin Hotel e Invincible. Prezioso anche l’apporto dell’Italia, che spesso passa in sordina, ma che dimostra di essere all’altezza. In gran numero erano i fumettisti e animatori italiani, con tre file di stand dedicati al fumetto italiano, come quelli di Luigi Criscuolo e Francesco Barbieri, insieme a nomi più di nicchia come Matteo Leoni e Ivan Bigarella.
Uscendo dal mondo disegnato, la prossima tappa è il cinema, probabilmente una delle forme d’arte visiva più trasversali e riconoscibili. Tra i suoi maggior rappresentanti troviamo Il Signore degli Anelli, Star Wars e Ritorno al Futuro, che ci illustrano un altro cardine delle fiere del fumetto: l’immedesimazione. Ciò che attrae decine di migliaia di persone a eventi di questo tipo è la possibilità di vedere oggetti fisici tradurre nel mondo reale ambienti e personaggi capaci di emozionare e di richiamare ricordi condivisi. A rendere l’esperienza solida, però, è l’immedesimazione dei partecipanti e il conseguente “ribaltamento del fronte”: non è più lo spettatore a entrare nel mondo fantastico, ma è quest’ultimo a prendere vita tutto intorno a lui. Se sei un ardito di Star Wars, puoi imparare a giocare a Sabacc nel bar di Tatooine dove Han Solo vinse il suo Millennium Falcon, completo di scenografia riprodotta al dettaglio. Ad attendere i fan di Doc Brown e Marty McFly, invece, c’era una replica in scala reale della famosa DeLorean, con il Mr. Fusion.
L’esempio migliore viene dai cosplayer, amatori della cultura pop che si travestono da un personaggio del proprio universo narrativo preferito. Sono coloro che più di tutti danno linfa alle storie, rendono tangibili le narrazioni e i protagonisti che altrimenti rimarrebbero bloccati dentro uno schermo. E soprattutto, le usano come mezzo per esprimersi quando vengono riconosciuti, la richiesta di una foto è quasi sempre dietro l’angolo, ancora meglio se si è in più d’uno. E spesso si è in più d’uno, perché l’universo del cosplay è la patria dl senso di comunità e pervasività. Chi parte da solo con un cosplay di Attack on Titan può incontrare altri appassionati travestiti dai protagonisti dello stesso universo, fare amicizia, mangiare insieme e condividere il resto della giornata. Si tratta di coltivare relazioni spontanee, nate e rafforzate da interessi condivisi in un ambiente che li esalta.
Ed è proprio così che partecipanti, organizzatori e ospiti sfruttano il cosplay per operare su un medesimo piano, al netto di età, contesto sociale e provenienza. Non si può parlare di immedesimazione senza il mondo del videogioco, la terza grande industria che domina il mondo nerd. Crash Bandicoot di Sony, la saga di Halo di Xbox, e la galassia sconfinata della Nintendo, da Super Mario Bros a The Legend of Zelda; titoli che oggi come pochi altri accomunano generazioni diverse. Prevalente anche la galassia di Steam, la piattaforma regina dei videogiochi per computer, con esempi duraturi come Half-Life e Portal, ma anche i più recenti Baldur’s Gate 3, Cyberpunk 2077.
Ben rappresentato il singleplayer, così come il multiplayer. Una parte del Padiglione 30 era infatti addobbata con divani e tappeti dove i membri dei gruppi potevano sfidarsi tra di loro. Super Smash Bros, Tekken, Mortal Kombat, Mario Kart e Wii Sport erano i più gettonati, con file di videogiocatori che aspettavano impazienti davanti alle console. Per i più nostalgici c’erano anche file di cabinati, con i vari Street Fighter, Time Crisis, Metal Slug che negli anni hanno solo cambiato pelle e formato, ma, come succede nella moda, hanno ritenuto il loro fascino originale. Le fiere del fumetto sono anche dei crocevia di storie e persone comuni che per un pomeriggio si staccano dal grigiore del reale in favore di panorami più colorati. Luca e Giovanni, papà e figlio di Padova, sono venuti per «cercare action figure di One Piece e vecchi videogiochi per la Playstation 3». Alberto e Paolo, due amici di Bologna, sono interessati ai «giochi da tavolo e a modellini in resina di Star Wars», mentre Sara e Matteo avevano le buste piene di «vestiti, gadget, carte e fumetti della Marvel per arricchire le collezioni».
Altro cuore pulsante di questa passione è proprio il collezionismo, dove certi stand si occupano della compravendita di articoli unici, che derivano da set fuori produzione, edizioni limitate o rilasciate in certe aree geografiche. Spesso si tratta di action figure, fumetti, repliche di armi, ma soprattutto carte, che godono del mercato più ampio e sviluppato. Le più gettonate sono carte Pokémon, Magic the Gathering e Yu-GiOh, con alcuni pezzi rarissimi esposti che arrivano a toccare un valore vicino alle centinaia di euro. Alessio, che gestisce una bancarella dedicata, racconta che «il prezzo di un esemplare dipende da vari fattori, principalmente la rarità oppure la richiesta. Dunque ci possono essere carte non troppo rare, ma che sono particolarmente belle o apprezzate, e che dunque hanno un valore alto, specie adesso che il collezionismo di carte è tornato a crescere».
Per concludere, troviamo alla fine la sezione dedicata alle costruzioni Lego, con lunghi tavoli su cui si appoggiano strutture, veicoli, e intere scene di film o libri ricostruiti in plastica. Le più prevalenti sono le navicelle di Star Wars, come il sopracitato Millennium Falcon, gli Star Destroyer e l’immancabile Morte Nera in tutte le sue iterazioni. C’era spazio anche per delle costruzioni dedicate al patrimonio Unesco italiano, come il Colosseo, la Torre di Pisa, e anche dello Stadio Renato dall’Ara, che per un cuore rossoblù merita di stare nella lista. Il risultato finale e comune per tutti, però, è che quando ti lasci alle spalle tutte le sfaccettature e i frattali colorati della cultura pop, le grandi fiere ti rimane nel cuore.
Uno spazio dove la nostalgia si trasforma in comunità e le esperienze condivise prendono vita, grazie alle mani, alle voci e alla creatività dei fan. Non esistono esclusi, ogni partecipante trova il proprio modo di immergersi nel mondo che desidera, e incontrare persone con interessi simili e di dare forma a ricordi indelebili. Ancora una volta, la cultura pop si è dimostrata un ponte tra generazioni che continua a evolversi e a sorprendere.