Alimentazione
L'installazione a Bologna ad opera di Fondazione Barilla (foto Christian Caporaso)
Il “Grand Tour del Libro del Risparmio" è arrivato a Bologna. La quinta di 11 tappe dell’iniziativa di Fondazione Barilla ha portato in Piazza Galvani un’installazione, interamente fatta a mano, che attraverso l’arte dei Flip-Books promuove la sostenibilità e scoraggia lo spreco alimentare. Una versione formato maxi del volume lanciato nel 2025 dall’ente no profit legato alla multinazionale italiana. In un solo anno “Libro del Risparmio" ha raggiunto, tra digitale e fisico, un milione e mezzo di copie distribuite.
«Il progetto è nato a partire da una ricerca scientifica in collaborazione con l'Università di Bologna, che ci ha spiegato come una persona in media in Italia sprechi all'anno quasi 35 chilogrammi di cibo - sottolinea Nicola Corradi, responsabile relazioni esterne di Fondazione Barilla -. Facendo una stima per una famiglia di 2-3 persone si tratta di uno spreco medio di cento chilogrammi di cibo».
Questo spreco, secondo lo studio condotto da Unibo, corrisponderebbe a 500 euro in cibo l’anno. Più o meno quanto spende una famiglia al mese per fare la spesa. Ma le possibilità per cambiare rotta e intraprendere uno stile di vita più sostenibile esistono e sono diverse. In questo senso potrebbero essere utili i 120 consigli contenuti nel Libro del Risparmio dell'azienda parmigiana simbolo del Made in Italy. «Seguendo i nostri suggerimenti, si potrebbe risparmiare quei 500 euro che ogni anno vengono sprecati dalle famiglie italiane», dice Nicola Corradi. L'obiettivo del progetto era «trovare il modo per arrivare alle persone, attirarne l’attenzione e avvicinarle al messaggio chiave tramite l’utilizzo dell’arte e della musica: evitare lo spreco alimentare e avere contemporaneamente un risparmio economico», spiega il responsabile relazioni esterne di Fondazione Barilla.
«Per raggiungere il nostro scopo è stato indispensabile il contributo di Mauro Seresini e Virgilio Villoresi, gli artisti dietro la maxi installazione del Libro del Risparmio. Questa scelta nasce con la consapevolezza che «l'arte ha ancora il potere di avvicinare le persone - osserva Corradi - di far provare alle persone delle emozioni, di farle interessare a ciò che stanno vedendo. Ci stiamo rendendo conto nelle tappe in giro per l'Italia di come le persone attraverso l’arte riescano a scoprire un mondo come quello del risparmio alimentare a cui prima non avevano dedicato abbastanza attenzione». Una missione che per Corradi risulta più facile in Emilia-Romagna, «regione attenta agli sprechi e terra di persone che hanno a cuore il cibo. Lo sappiamo bene essendo Barilla un’azienda di Parma».
Presenti all’inaugurazione della struttura artistica in Piazza Galvani anche Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione, che spende parole di apprezzamento per l'iniziativa di Barilla: «Penso che vedere una grande multinazionale come questa fare un investimento nelle piazze di tale portata sia veramente una novità». E aggiunge: «Come Regione stiamo sostenendo la progettazione di un gruppo che sta investendo molto non solo sui sistemi Green, ma sui sistemi del riciclo, del riuso, del risparmio perché penso rispecchi l'identità dell’Emilia-Romagna. «Abbiamo 44 Igp Dop che mettiamo nel mondo - ricorda Colla -. Non sono prodotti di massa ma di qualità. L'installazione di Barilla è il perfetto esempio di cultura e impresa che bisogna sempre tenere insieme. «Uno dei più grandi investimenti fatti dalla Regione sull'università - conclude il vicepresidente - è stato la creazione di una magistrale incentrata sul cibo, dove arrivano ragazzi da tutto il mondo. Si è fatto già tanto, ma la prossima sfida del 2026 è intercettare i giovani e trasmettere loro temi sensibili come lo spreco alimentare».
«Spesso non si ha la consapevolezza della dimensione di quello che chiamiamo spreco alimentare - conferma Daniele Ara, assessore del Comune di Bologna - quindi è molto importante avere occasioni di confronto, di dialogo e incontrare per strada un’installazione come questa, che ci farà riflettere su questo». «Noi, come Comune, lavoriamo molto con l'Università di Bologna, con i Last Minute Market e siamo collegati con una rete di comuni e amministrazioni pubbliche che lavorano contro lo spreco. Con politiche del cibo si intende saper produrre bene e saper mangiare bene, ovviamente senza sprechi. Perché in fondo ridurre gli sprechi significa anche avere più risorse da investire sulla qualità».

L'assessore Daniele Ara e Nicola Corradi di Fondazione Barilla alla presentazione della teca contro gli sprechi