energia

Il vicepresidente della Regione all'installazione di Fondazione Barilla (foto Christian Caporaso)

 

«Dobbiamo dire all'Europa che deve recuperare sovranità tecnologica proprio sui temi dell'ambiente. Non sono per rimuovere il green deal, sono per accompagnare gli investimenti che ci portano lì. Quando hai sovranità tecnologica poi hai anche sovranità politica, e questo ti permette di avere un valore aggiunto per fare la tenuta sociale», ha detto Vincenzo Colla, vicepresidente dell’Emilia-Romagna a margine della presentazione in piazza Galvani dell'installazione di Fondazione Barilla per il “Grand Tour del Libro del Risparmio”. Il pensiero del politico è inevitabilmente rivolto anche a quanto accade in medio oriente, con la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.

«Viviamo una situazione incredibile, è inutile negarlo, sia geopolitica che geoeconomica. Quando volano le bombe, non è mai una cosa che possa far piacere. Speriamo che ritorni la diplomazia, perché la guerra porta anche la fame», lamenta Colla interpellato sul conflitto in corso. «Dobbiamo recuperare il senso etico e culturale, ma questa regione - spiega il vicepresidente -  continua a tessere relazioni nel mondo, che reputo fondamentali. Le relazioni democratiche sono il miglior investimento sulla pace».

Il possibile effetto domino legato al blocco dello stretto di Hormuz (dal quale passa il 20% del petrolio mondiale) preoccupa però i cittadini di tutta Europa, anche quelli emiliano-romagnoli.

Per Vincenzo Colla è una situazione che «ci insegna che dobbiamo fare investimenti nelle energie rinnovabili, puntare all’autoproduzione e all'autoconsumo -  spiegando come - diventa molto conveniente investire nelle rinnovabili perché ti permettono di uscire da queste “turbolenze”. Saresti tu a decidere quanto ti può costare l'energia in casa tua o dentro un'impresa».

Il vicepresidente aggiunge che la Regione sta già lavorando al miglioramento del rendimento energetico degli edifici. «Faremo investimenti incredibili sull'efficientamento energetico delle case e delle imprese». Ma, avverte Colla, «c'è bisogno di un'operazione di disaccoppiamento del costo delle rinnovabili rispetto al gas. Non è possibile che le rinnovabili debbano costare come il gas, non c’è convenienza».