abitare

Il presidente della Regione Emilia-Romagna (foto Christian Caporaso)

 

«Il tema della casa sarà uno dei contenuti più rilevanti del nuovo patto sociale denominato “Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale”, che stringeremo insieme alla Cisl e a tutte le forze economiche e sociali della nostra regione». Lo ha annunciato Michele de Pascale, il presidente dell'Emilia-Romagna, parlando a margine dell’incontro organizzato dalla Cisl all’Oratorio San Filippo Neri per illustrare gli argomenti principali del nuovo accordo, la cui firma è in dirittura d’arrivo, con sindacati, associazioni, camere di commercio ed enti del territorio. «Dobbiamo riportare il tema dell’“abitare” al centro della politica - ha detto ancora de Pascale - Forse in passato è stato colpevolmente dato per scontato, ma oggi è centrale per tantissimi lavoratori di tutte le fasce sociali».

«Come primo atto nella mia amministrazione abbiamo fatto 300 milioni di euro di mutui Bei per aiutare i comuni a ristrutturare gli immobili pubblici sfitti, ora metteremo in campo anche un provvedimento molto importante sulle foresterie aziendali. Ci sono tante imprese che vogliono sostenere i propri lavoratori e le proprie lavoratrici e dobbiamo essere al loro fianco», ha spiegato de Pascale. «Abbiamo già consegnato la bozza aggiornata del testo che, ovviamente, tiene conto delle richieste, delle osservazioni di tutti i soggetti. L'obiettivo - ha spiegato il presidente della Regione - non è stato quello di fare un patto vuoto, ma di affrontare alcuni nodi importanti».

Una bozza sulla quale ci sarà ancora da lavorare. Anche perché, ha chiarito de Pascale, «è chiaro che fra le diverse organizzazioni ci sono punti di vista a volte diversi, ma sono certo che a breve riusciremo ad arrivare a una visione definitiva. Continueremo a lavorare insieme per il bene dell'Emilia-Romagna senza azzerare le nostre differenze», ha concluso.

Al fianco di de Pascale non manca il sostegno del vicepresidente Vincenzo Colla, anch’egli presente alla conferenza Cisl. «Siamo una demografia piatta. Se non siamo in grado di attrarre, di fare integrazione, a essere in pericolo è il nostro modello manifatturiero industriale, nonostante la sua grande qualità - ha avvertito Colla - Puoi anche essere in grado di fare arrivare delle persone ma poi devi anche farle abitare, altrimenti non è possibile far dormire la gente sotto i ponti».

Ma il tema casa non è il solo affrontato nel nuovo Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale. Quello della cosiddetta “fuga di cervelli" è altrettanto attuale. «Abbiamo il dovere di gestire l'attrattività e puntare a trattenere i nostri giovani che vanno all'estero. Troppi ragazzi lasciano l’Italia per inseguire i propri obiettivi», ha detto ancora Colla. «Abbiamo fatto una legge per attrarre e trattenere i talenti e faremo un investimento sulla casa di 300 milioni di euro, di cui 100 milioni direttamente con il bilancio regionale e 200 milioni nell'accordo con la Bei per andare in tre direzioni», ha spiegato il vicepresidente riprendendo il tema già enunciato da de Pascale.

«La prima è permettere, grazie a un nostro intervento di supporto, di rigenerare tutte quelle case che fanno parte di comuni che non hanno risorse sufficienti per farlo. Di seguito serve trovare soluzioni per togliere tutti gli appartamenti rimasti sfitti e aiutare infine gli imprenditori che vogliono fare foresterie per i propri dipendenti», ha concluso Colla.

Il diritto dell'“abitare" è decisivo anche per Daniela Fumarola, segretaria generale Cisl. «È un tema di cui ci occupiamo da tempo perché pensiamo debba essere risolto nel miglior modo possibile, così da consentire a studenti e lavoratori di vivere nelle città che scelgono», ha affermato. «Questo incontra anche un'altra esigenza, quella delle imprese che fanno molta fatica a trovare lavoratori e lavoratrici, un po' per le qualifiche che magari non hanno acquisito, ma anche per il costo della vita dei contesti in cui si trovano le aziende. Siamo in attesa di conoscere i dettagli del piano casa che il governo ha annunciato; nel frattempo lavoriamo su proposte che possano aiutare i più giovani ad inserirsi nel mercato del lavoro».

Le priorità del patto tra regione, sindacati e associazioni avrà come priorità «casa, sanità, sociale e trasporti», ha detto poi Filippo Pieri, segretario Cisl Emilia-Romagna. 

«Occorre ripensare alla rete sociosanitaria e riallocare le risorse in modo più preciso e puntuale: sono sempre poche e per questo vanno spese bene». Sui giovani il segretario ha aggiunto: «Sono preziosi ma rischiamo di disperderli, anche a causa di percorsi formativi non adeguati. Serve lavoro di qualità e condizioni di vita giuste nelle città per poterli attrarre e trattenere nel nostro territorio. Il Patto è uno strumento importante, che non può definire tutto, ma è una cornice fondamentale per sostenere investimenti e produttività nella nostra regione, che deve navigare in acque complicate».

Non è mancata una piccola critica di Pieri ad alcuni cambiamenti fatti nel tempo al testo del patto: «Nella prima versione, emersa a novembre, c'era l'espressione “patto concertativo”, poi è sparita. Adesso, è diventato un "patto di buone relazioni". Forse è per far contento qualcuno… Non soffermiamoci troppo su questo, ma anche le parole hanno un valore. Serve un patto per governare questa fase così complicata, ma anche sulle nuove tecnologie e la digitalizzazione. Ogni settimana e ogni mese che perdiamo è un'occasione mancata per fare passi decisivi nel governare questa situazione», ha concluso.

 

 Filippo Pieri  durante il suo discorso alla conferenza Cisl